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Arriva l'alta pressione: "zero termico" alle stelle, ma attenzione al calo tra domenica e lunedì

Anche l'Appennino avrà a che far con una consistente scaldata che metterà in condizioni di precario stato di equilibrio il manto nevoso recentemente accumulatosi. Tra domenica e lunedì si avrà però un altrettanto rapido calo, seppur del tutto temporaneo.

Ti segnaliamo - 23 Febbraio 2012, ore 11.35

 Dal livello del mare a oltre tre mila metri di quota in pochi giorni. Pensate di cosa è capace l'alta pressione nel bel mezzo della stagione invernale. Pur non trattandosi della figura stabilizzante nord-africana, ma di derivazione atlantica, l'aria mite ad essa associata farà rialzare il limite degli zero gradi fin verso i 3200 metri.

Perchè è tanto importante conoscere il livello dello zero termico? In presenza di precipitazioni è uno degli elementi che ci serve per individuare fino a quali quote cadrà la neve. In mancanza delle precipitazioni ci dà l'idea delle condizioni climatiche che troveremo sulle nostre montagne.

Durante la stagione invernale infatti non sempre un clima freddo in pianura corrisponde ad un clima freddo in montagna. In situazioni di alta pressione infatti le condizioni di inversione termica e dinamica tendono ad alterare profondamente il profilo verticale della temperatura. Capita così di partire ad esempio in una mattina fredda e brumosa da Milano e ritrovarsi dopo un'ora di viaggio abbagliati dal sole limpido e ben più mite di una località sciistica bergamasca come Foppolo.

Nella situazione attuale la conoscenza della quota alla quale risalirà il limite degli zero gradi ci serve per quantificare il rischio di valanghe in Appennino, soprattutto nell'ottica delle recenti abbondanti nevicate. Ebbene, il rischio ci sarà e non sarà da sottovalutare, soprattutto a ridosso dei declivi montuosi più ripidi, quelli esposti ad est e quelli esposti a sud.

Tra giovedì 23 e sabato 25 lo zero termico si collocherà tra 3000 e 3200 metri lungo le Alpi e tra 2800 e 3000 metri su tutta la dorsale appenninica. Un rialzo notevolissimo se solo pensiamo che la neve pochi giorni fa era arrivata perfino lungo le zone costiere, sia dal lato tirrenico che da quello adriatico.

Un altro notevole sbalzo è atteso tra domenica 26 e martedì 28, allorquando un flusso più freddo scorrerà lungo il bordo orientale dell'alta pressione facendo calare progressivamente gli zero gradi fin verso i 1400 metri sulle Alpi, ma addirittura fin verso i 600 metri nelle vallate altoatesine più settentrionali. In Appennino, il salto avverrà nella notte su lunedì, quando il limite degli zero gradi calerà di botto fin verso i 1000-1200 metri, con punte fino a 800 metri in Abruzzo. 

Sarà una raffreddata temporanea, dato che appunto da martedì 28, e ancor più da metà della prossima settimana, l'alta pressione riprenderà in mano le briglie del tempo sull'Italia riportando quindi lo zero termico alle stelle e un clima montano decisamente mite e gradevole dalle Alpi all'Appennino.


Autore : Luca Angelini

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