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Alta pressione e aria calda sulle nostre montagne lo zero termico schizza a 4000 metri

L'azione dell'alta pressione si farà sentire soprattutto in montagna, dove la quota degli zero gradi, scesa anche fino a 1000-1200 metri lo scorso weekend, risalirà fin oltre i 4000 metri nel prossimo

Ti segnaliamo - 9 Ottobre 2008, ore 09.56

La natura ci renderà testimoni ancora una volta della sua grandiosa e inoppugnabile presenza. Questa volta essa si farà dar manforte da un robusto promontorio anticiclonico con pescaggio diretto dalle latitudini subtropicali nord-africane. L'effetto compressione, unitamente alle caratteristiche già calde all'origine della massa d'aria in arrivo, determineranno un significativo riscaldamento, avvertibile ovunque ma più marcato alle alte quote. Per quale motivo? Anzitutto non dobbiamo dimenticare che la stagione autunnale sta lentamente avanzando, le notti iniziano ad essere lunghe e nei bassi strati tendono a formarsi inversioni termiche che intrappolano l'aria fresca della notte negli strati bassi dell'atmosfera. L'irraggiamento solare diurno riesce nella maggior parte dei casi a portare il rimescolamento dei bassi strati (noti come "strato limite") a quote leggermente più elevate, tuttavia il mancato innesco della convezione vera e propria riporta poi tutto al punto di partenza subito dopo il tramonto. Va da sè che è alle quote superiori dove la subsidenza anticiclonica, ossia l'avvitamento dell'aria verso il basso secondo un moto di rotazione orario, riesce maggiormente a comprimere e dunque a riscaldare l'aria. L'origine della medesima poi gioca un ruolo essenziale nelle temperature finali ed ecco che le nostre montagne in proporzione si scaldano molto più dei fondovalle. Ed ecco anche come sarà possibile nel prossimo weekend la risalita del limite degli zero gradi al di sopra dei 4000 metri nella libera atmosfera. A ridosso delle Alpi tale quota potrà lievemente oscillare a seconda degli ambienti d'alta montagna direttamente interessati tuttavia, dopo la bella spolverata della scorsa settimana, ora i ghiacciai dovranno dar già fondo alla recente copertura di neve fresca per impedire la ripresa fuori stagione dell'ablazione estiva.

Autore : Luca Angelini

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