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Terremoto Rimini: scossa nella stessa zona dei forti terremoti del 1916

Terremoti - 18 Novembre 2018, ore 16.58

I titoli del resoconto del settimanale Corriere Riminese del 31 maggio 1916 sugli effetti della scossa del 17 maggio.

Terremoto Rimini - La scossa che poco fa ha interessato Rimini è avvenuta nella stessa zona dei forti terremoti del 1916.

Terremoto Rimini -  Secondo una ricostruzione effettuata dagli studiosi dell'INGV, nel 1916, Rimini fu colpita da una serie di intense scosse di terremoto. La prima scossa che aveva dato inizio alla sequenza si verificò il 17 maggio, con effetti molto gravi a Rimini e a Cattolica.

I titoli del resoconto del settimanale Corriere Riminese del 31 maggio 1916 sugli effetti della scossa del 17 maggio.

I danni più gravi e diffusi interessarono il rione Montecavallo e le case lungo la via Flaminia. Fra gli edifici monumentali, minuziosamente descritti dal lungo reportage corredato da fotografie del settimanale riminese, lesioni si ebbero al palazzo comunale, al Teatro Vittorio Emanuele, alla Rocca Malatestiana e al palazzo Gambalunga. Numerose chiese furono danneggiate, alcune in modo grave: in particolare le chiese di S. Bartolomeo, di S. Giovanni Battista, della Colonnella, di S. Agostino, di S. Bernardino.

Distribuzione degli effetti del terremoto del 17 maggio 1916 secondo lo studio di Guidoboni et al. (2007) [fonte: DBMI15 (http://emidius.mi.ingv.it/CPTI15-DBMI15)]

Distribuzione degli effetti del terremoto del 17 maggio 1916 secondo lo studio di Guidoboni et al. (2007) [fonte: DBMI15]

Un’altra forte scossa, meno violenta di quella di maggio, si verificò il 16 giugno, causando nuovi danni (e una decina di feriti) ad alcuni edifici di Rimini (palazzo comunale, Teatro, Sottoprefettura, chiesa di S. Bartolomeo, dove crollò il soffitto a cassettoni), oltre che a Cattolica e Gabicce, più sporadici a Savignano di Romagna, San Mauro Pascoli, Gatteo, Sant’Arcangelo e nel territorio della Repubblica di San Marino. Anche a Pesaro produsse nuove lesioni e caduta di tegole e camini, così come a Fano. E infine le forti scosse che si verificarono tra il 15 e il 16 Agosto 1916.

Pericolosità e rischio, cento anni dopo

Il terremoto del 1916 oltre ad essere uno dei più forti terremoti della storia sismica del Riminese, che ha come precedenti più importanti i terremoti del 14 aprile 1672 (Mw 5.6), del 25 dicembre 1786 (Mw 5.7) e del 17 marzo 1875 (Mw 5.7), è anche l’inizio di alcuni dei più forti terremoti della storia sismica dell’Appenino Settentrionale: rispettivamente i terremoti del 26 aprile 1917 in Valtiberina (Mw 6.0), del 10 novembre 1918 in Appennino romagnolo (Mw 6.0), del 29 giugno 1919 nel Mugello (Mw 6.4), del 7 settembre 1920 in Garfagnana (Mw 6.5).

L’area interessata dalla serie di forti terremoti fra 1916 e 1920 [fonte: DBMI15 (http://emidius.mi.ingv.it/CPTI15-DBMI15)]

L’area interessata dalla serie di forti terremoti fra 1916 e 1920 [fonte: DBMI15]

Questa serie di ricorrenze è un’opportunità per sensibilizzare le comunità locali su un tema che rischia di essere rimosso dalla memoria e dalla pratica quotidiana di cittadini e istituzioni locali, dalle scelte che possono influire sulla vulnerabilità materiale e sociale e aumentare (invece che ridurre) il rischio.

Il punto è che la pericolosità sismica del Riminese e del Pesarese è indiscutibilmente rilevante (certo, ci sono zone più pericolose in Italia), quell’area ha un livello di esposizione molto più elevato (soprattutto in certi periodi dell’anno) rispetto a quello di inizio secolo scorso e la vulnerabilità di parte del patrimonio edilizio, per le ragioni ricordate sopra, potrebbe essere alta.

Per tutte queste ragioni è necessario e urgente sensibilizzare tutti i cittadini perché da oggi in poi facciano scelte consapevoli per la riduzione del rischio.

Per questa ragione a partire dal mese di settembre 2016 avvieremo un ambizioso progetto che collegherà tali ricorrenze attraverso una serie di iniziative non celebrative ma coinvolgenti e attivanti, rivolte alle scuole e alle comunità locali del Riminese e del Pesarese e successivamente, in una sorta di ideale passaggio di consegne, nei territori interessati dalle successive ricorrenze centenarie.

Il 15 e 16 ottobre prossimi, inoltre, volontari di associazioni di protezione civile, dopo essersi preparati per mesi, allestiranno in piazza a Rimini, Riccione e in altre settecento località italiane, un punto informativo della campagna nazionale “Io Non Rischio”, per dare a tutti i loro concittadini la possibilità di avere informazioni e sapere cosa possono fare, fin da subito, per ridurre il rischio ed essere preparati.

a cura di Romano Camassi, INGV – Bologna.

Puoi approfondire ulteriormente leggendo la fonte completa seguendo il link sotto:


Autore : Redazione MeteoLive.it

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