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METEO...ORROLOGIA (il caso della Basilicata)

Errori nel rilevamento o nel trattamento dei dati meteorologici che risultano determinanti e/o fuorvianti nella comprensione dello stato del tempo e/o del clima; il caso di Potenza e della Lucania.

Striscia...la meteo - 23 Aprile 2004, ore 11.25

Alcuni errori nel rilevamento dei dati meteorologici, seppure di disarmante banalità, possono indurre a veri e propri orrori nella comprensione e nell'analisi dello stato del tempo e del clima, sia per la gente comune non addetta ai lavori, sia per chi necessita di queste componenti nello studio e nell'interpretazione della realtà. L'esistenza e la diffusione ormai capillare di stazioni di rilevamento meteorologico per le più svariate necessità, suggerisce una padronanza praticamente assoluta e definitiva del dato meteorologico, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo. Purtroppo la realtà è ben diversa dal momento che persino gli enti ufficiali, quelli preposti all'informazione e alla tutela del cittadino, sono letteralmente invischiati in questa baraonda di dati assurdi e sballati. Per brevità di analisi mi limito al caso particolare della città di Potenza, che ho potuto e posso controllare direttamente; prima però è necessario fare alcune premesse tecniche. La stazione di rilevamento ufficiale, per intenderci quella utilizzata dall'Ufficio meteorologico dell'Aeronautica Militare, è situata sulla cima di un edificio di 11 piani nel centro storico della città. Tale edificio è in realtà un albergo ed è situato a circa 805 m.s.l.m. Sommando a questa quota l'altezza dell'edificio, la stazione risulta quindi situata a circa 845 m.s.l.m. Il punto più alto della città è distante solo 100 m circa in linea d'aria ed è la Piazza del Duomo a 819 m.s.l.m. Il punto più basso è situato invece a 655 m.s.l.m., a circa 1 km in linea d'aria, poco lontano dalla Stazione ferroviaria di Potenza Inferiore. La situazione fisiografica di Potenza si può sintetizzare come segue: la città sorge su un dosso lungo il corso medio del fiume Basento in quella che può essere considerata una conca interna appenninica, con un unico sbocco a sud-est a circa 10 km dalla città e ad un'altezza di poco meno di 600 m.s.l.m. La conca è circondata da rilievi su tutti i lati i cui valichi hanno un'altitudine media di 900-1000 m.s.l.m. La mia stazione di rilevamento meteo si trova a circa 4 km da quella ufficiale ad un'altitudine di circa 745 m.s.l.m., sul versante ovest di una dorsale sub-parallela a quella della città. Gli aspetti più interessanti da sottolineare sono la differenza di circa 100 m rispetto a quella ufficiale e la sua posizione in aperta campagna. Non entro in merito alla sistemazione degli apparati di rilevamento della stazione ufficiale, che ovviamente non ho mai avuto occasione di vedere, ma i risultati di questa scelta infelice si possono apprezzare da quanto dirò di seguito. Spesso la temperatura minima invernale registrata nella stazione ufficiale è di 4-5°C superiore a quella registrata presso la mia stazione. A volte lo scarto arriva a 8-10°C, tanto che la temperatura ufficialmente comunicata, risulta superiore addirittura a quella di Catania o Napoli. Il problema di questa anomalia non è da ricercare nell'effetto dell'"isola di calore", dal momento che si tratta di una città di poco più di 60.000 abitanti, quanto nella posizione della stazione di rilevamento, influenzata dal calore proveniente dai riscaldamenti dell'albergo. Sono innumerevoli le volte che i vari "colonnelli" dell'Aeronautica Militare, loro malgrado, dichiarano temperature al di sopra della media, in linea con il ben noto "global warming", quando in realtà risultano invece abbondantemente al di sotto e la gente per strada ne è ben conscia. Sempre da un punto di vista termico, anche il Centro Meteo Epson nei suoi rilevamenti ignora completamente non solo Potenza, ma l'intera Lucania; molto probabilmente perché i dati registrati contrastano troppo e stridono con la generalizzazione che si fa del meridione d'Italia in termini di caldo. Non a caso parlando di temperature viene puntualmente riferito che: ".al sud oscilleranno fra."; quando invece la temperatura di Potenza e di ¾ della Lucania, del Molise, metà Campania, metà Calabria e 1/3 della Puglia, hanno in realtà una temperatura di diversi gradi più bassa di quella comunicata. Anche il resto della fenomenologia meteorologica è spesso trascurato o ignorato, quando si tratta della Lucania, per cui molti eventi di rilievo non sono né citati, né tantomeno segnalati; non solo a livello di cronaca spicciola, ma anche come dato statistico o fenomenologico d'interesse meteo-climatico. È il caso di fenomeni eccezionali (grandinate, tempeste di vento, nubifragi con frane e smottamenti, ecc.) o particolari per la stagione (nevicate o gelate tardive e/o precoci), per alcuni aspetti quantitativi (temperature, precipitazioni, accumuli nevosi, ecc.) o più semplicemente per il solo fatto di verificarsi contrariamente ad ogni previsione (porto come esempio su tutti l'eccezionale nevicata dell'11-12 Aprile del 1991). Per concludere vorrei soffermarmi sul presunto valore scientifico di certi dati raccolti, come suddetto, in maniera molto sommaria ed approssimativa. Quando sono casi eccezionali o puntiformi, come quello riportato per Potenza, perdono di significato all'interno del calderone statistico; ma quando tendono ad essere numerosi (spostamento o ammodernamento di stazioni esistenti, sostituzione di quelle obsolete, utilizzo di nuove stazioni in altre località, ecc.), allora le analisi statistiche risultano più o meno viziate. In sostanza nelle analisi meteo-climatiche non bisogna quindi fare attenzione solo a fenomeni subdoli e difficilmente trattabili, quali quello dell'isola di calore che, pare, abbia influenzato e spostato verso il caldo i rilevamenti termici delle grandi città da qualche decennio a questa parte, quanto alla mancanza di un corretto sistema integrato di raccolta e comunicazione dei dati. Urge a mio parere un censimento corretto e definitivo delle stazioni di rilevamento, un riordino scrupoloso dei dati e una corrispondente verifica delle medie oggi utilizzate. Tanto è piccola la scala di tempo che stiamo studiando (poco più di un secolo) che rischiamo di ignorare, sovra- o sottostimare qualsiasi tendenza climatica, non solo locale, ma soprattutto globale. Quindi l'informazione all'utente che, sebbene in minoranza (la Lucania ha 1/15 degli abitanti della Lombardia), ha diritto ad una corretta, seppure sommaria previsione. Niente a che fare ovviamente con ciò che rimproverarono a Guido Caroselli che, nel commentare le carte di previsione, puntualmente copriva col suo corpo la Sardegna.

Autore : Giuseppe Tito

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