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Il clima va veramente a rotoli?

L'evoluzione del clima in mano ai media, alla politica e ad una oligarchia di scienziati.

Striscia...la meteo - 22 Marzo 2006, ore 12.53

Povero clima. Non ne combina una giusta: qualunque cosa faccia è sotto accusa. Per anni siamo andati avanti con la litania che la primavera fosse in anticipo di 3 settimane, con gemme già a fine febbraio, fioriture precoci ai primi di marzo. Adesso che finalmente negli ultimi anni il trend si è interrotto e abbiamo vissuto inverni mediamente più nevosi, un po' più freddi rispetti agli anni 90, ritrovando una stagione più lineare che tende a coincidere con il calendario, ancora non va bene? No, non va bene, perchè ora, secondo costoro, saremmo in ritardo di 3 settimane. Ma se prima eravamo in anticipo di 3 e ora si dice che rispetto agli anni scorsi siamo in ritardo di 3 lo si capisce o no che qualcosa non quadra? Non nel clima, bensì nell'osservazione fatta. In algebra se tu fai -3 +3 il risultato è 0, cioè la norma. Quindi tutto normale. E invece no. Scatta l'allarme. Perchè l'allarme scatta sempre, altrimenti l'attenzione sul clima non è giustificata. Avete forse mai letto qualche quotidiano in cui si affermava: "Abbiamo vissuto un inverno normale con il suo carico di neve e pioggia?" Io non me lo ricordo. E sapete perchè? Perchè raccontare la normalità non paga. Se un redattore entra nell'ufficio del Direttore chiedendo di poter fare un pezzo in cui si dice che il clima si comporta secondo i canoni, viene liquidato con un'occhiataccia e passa alla cronaca nera. Se la normalità non paga meglio esagerare: e giù allora a raccontare di rondini che hanno perso la strada per l'Italia per le bufere di neve, che i gatti se ne stanno rintanati, che la corrente a getto polare si è incattivita e ci vuole male pompando aria fredda verso il Mediterraneo. Abbiamo ormai accettato di essere passivamente il cancro del Pianeta, ci hanno detto che inquiniamo, che sporchiamo, che con tutto quello che immettiamo nell'aria stiamo per far venire al clima una febbre da cavallo che scioglierà tutti i ghiacciai entro il 2025, nel 2100 avremo 3 gradi in più di oggi nonostante dalla fine della piccola età glaciale si sia risaliti di soli 0.7°C e con misurazioni tutt'altro che limpide. Si dice: "colpa dell'inerzia termica degli oceani" vedrai vedrai vedrai (sembra la canzone di Baglioni) che succederà il prossimo secolo quando il mare non ce la farà più, la barriera corallina sarà distrutta dagli uragani, il plancton non assorbirà più anidride, la Groenlandia tornerà ad essere la terra verde di un tempo, Venezia sprofonderà sott'acqua, la siccità colpirà il Mediterraneo trasformando in un nuovo Sahel le nostre isole maggiori. Potremmo andare avanti per ore ma non sarebbe questo il senso dell'articolo, ho infatti già affrontato queste tematiche in un altro speciale. Qui nessuno nega le responsabilità dell'uomo ma ritengo sia inaccettabile essere bombardati in questo modo. La Terra si scalda? Durante l'optimum climatico medievale era probabilmente molto più calda, anche 2.5°C in più, poi c'è stata la piccola era glaciale 1450-1850 e da lì sono partiti tutti i metri di paragone, si è sfruttata l'onda di questa naturale tendenza al riscaldamento per usarla come pretesto per accusare l'uomo di ogni nefandezza. E se in parte questo è vero, non è nemmeno giusto far pensare alla gente che ci stiamo scavando la fossa con le nostre mani, come avviene in certa televisione. Con il sottofondo di una musica da tregenda Mario Tozzi infatti va in giro con il suo martello a dirci che tutto va male, l'ultimo bersaglio è stato il Calderone: durante la piccola età glaciale il fronte del ghiacciaio arrivava sino al Rifugio Franchetti (2433m), poi caldo, sempre più caldo, non nevica più, 2°C di aumento della temperatura media nella zona, tra poco il ghiacciaio sparirà...E invece a sorpresa qualcosa va storto nella cronaca apocalittica del geologo ambientalista. Arriva un responsabile del Corpo Forestale a ricordare che nella zona le nevicate non sono affatto diminuite, anzi negli ultimi anni c'è stata una ripresa, il problema sono le temperature. Tutto molto meno drammatico, la cosa non piace e infatti si taglia corto. Poi il discorso del metano. Il metano trattiene il calore in modo assai più efficace dell'anidride: più ci scaldiamo e più ne uscirà dalle piattaforme continentali sulle quali ora giacciono neve e ghiaccio a soffocarlo. Corretto! Paludi, risaie, escrementi di mucca, immondizia...Da qui si pensava arrivasse tutto il metano naturale prodotto dall'ambiente. Però è arrivata una sorpresa, di cui NESSUNO PARLA! Il gruppo di lavoro del Max Planck Institute di Heidelberg (Germania), diretto da Frank Keppler ha pubblicato uno studio sulle emissioni di metano delle foglie di alberi e piante erbacee ha dimostrato che le foreste emetterebbero una quantità di metano enorme. I ricercatori specificano che questo fenomeno, fino ad ora sottovalutato, potrebbe essere responsabile fino al 30% del metano rilasciato in atmosfera. Sembrerebbe dunque che incrementare le foreste per combattere l'inquinamento potrebbe avere un effetto controproducente sull’effetto serra con una forte emissione di metano e annullando in quache modo l'effetto positivo di imprigionamento dell'anidride carbonica. Quante volte è stata riportata questa notizia dai principali network informativi? Anche solo per parlarne, discuterne, tutto insabbiato. Viva le foreste per carità, abbasso i combustibili fossili, siamo tutti d'accordo ma non censuriamo ciò che ci allontana dall'avere una visione più chiara della realtà in nome della politica e degli interessi personali. Se infatti osi durante un "salotto bene" televisivo dire qualcosa che suoni come antiambientalista o anticatastrofista vieni messo alla berlina e nessuno ti invita più: la parola d'ordine è "bisogna preoccupare", tranquillizzare, far ragionare è controproducente. Qualcuno mi dirà: parli tu che hai scritto 3 apocalissi? Vero, ma se il titolo della trilogia è chiaramente servito a creare curiosità, nei testi si è cercato di formare una coscienza ambientale che si discosti dalle verità apodittiche spacciate da certo mondo scientifico sul futuro del Pianeta e sui meccanismi del clima.

Autore : ALESSIO GROSSO

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