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I media si accorgono del caldo? E il caldo se ne va!

Siparietti simpatici, dati parziali, conclusioni affrettate.

Striscia...la meteo - 4 Luglio 2003, ore 12.12

Per mesi non è piovuto, a maggio e giugno ha fatto un caldo incredibile ma solo quando lo spauracchio dell'anticiclone africano stava per allontanarsi è intervenuta la TV, disegnando bolle calde, scenari apocalittici con la sabbia del deserto sollevata dal vento tra le strade delle nostre città. Abbiamo perso il senso della misura noi italiani, non si sa informare la popolazione, la si inganna perchè non si conosce nemmeno superficialmente la materia. Qui non si tratta di trasformare ogni singolo cittadino in un meteorologo, ma di educare ai fondamentali della meteorologia. La gente non è abituata a guardare fuori dalla finestra e quando si affaccia magari vede un nuvolone nero, si mette un soprabito pesante, prende l'ombrello ed esce certa dell'arrivo del temporale, per poi scoprire che tutta l'altra porzione di cielo è priva di nubi e non arriverà proprio nulla. La gente non sa ancora come interpretare termini come Foehn, confuso spesso con un vento africano; hai voglia a spiegargli che arriva da nord. Ignora quale sia il significato della parola rovescio, tanto per dirne una, pensa all'estate come un lungo periodo dominato dall'anticiclone delle Azzorre, pensa che i temporali si sviluppino solo perchè fa un gran caldo, ritiene ancora che le disgrazie e i terremoti derivino proprio dalla calura, si ostina ad osservare i simbolini anzichè provare a leggere una previsione del tempo commentata, pensa al meteoman come al mago della pioggia. I giornalisti sono uno spaccato di questa Italia, per la gran parte meteorologicamente ignorante, che vuol sapere che tempo farà fra due mesi e non riesce a capire che cosa significhi la presenza nel cielo di un cirro. Povero Gesù, ve lo ricordate il passo del Vangelo in cui si rammaricava che la gente sapesse leggere i segni del tempo meteorologico ma non di quello spirituale? Forse in medio Oriente erano più attenti di noi all'evoluzione del tempo nell'antichità, in ogni caso qui da noi le cose vanno molto peggio. E così si mostrano temperature parziali rilevate alle 14, quando la massima estiva si misura anche alle 17, si terrorizza con il paragone tra temperatura apparente e temperatura reale giusto per far colpo sul popolino, si mostrino in continuazione signore di una certa età che agitano impazzite il loro ventaglio e altre amenità. Chi rivedrà quel telegiornale fra 10 anni non si farà un quadro corretto della situazione del tempo in quel frangente. Sembra poi d'improvviso che tutte le trombe d'aria, le grandinate, le tempeste e le alluvioni si siano concentrati negli ultimi anni. La verità è che mai come adesso il tempo viene raccontato dalle telecamere, è un effetto della globalizzazione e tutto ci sembra ingigantito, spropositato, inquietante. In realtà chissà cosa si sono perse le telecamere nel passato ed aggiungo purtroppo perchè se ci fosse un termine di paragone forse ci preoccuperemmo un po' meno.

Autore : Alessio Grosso

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