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Gelo e prezzi: solo l'ennesima speculazione sul portafogli della povera gente, NON COMPRATE NULLA!

E' febbraio ma in tempi di global warming il tempo non può più permettersi di fare un po' di freddo.

Striscia...la meteo - 19 Febbraio 2008, ore 11.52

Immaginatevi un inverno vero, non che duri una settimana, ma almeno due mesi con temperature notturne spesso sotto lo zero, come in fondo è normale che possa capitare in inverno. Se succedesse questo mi chiedo se qualcuno potrebbe ancora avvicinarsi al banco della frutta e della verdura al mercato, visti i clamorosi ed ingiustificati rincari che si preparano dopo la 3 giorni di gelo che abbiamo vissuto. Se vi sembra che la considerazione appena letta sia condivisibile sappiate che invece non lo è affatto, perchè se facesse freddo sempre in inverno, non ci sarebbe la possibilità di giustificare un rincaro sulla base di uno sbalzo di temperatura. In altre parole ciò che dovrebbe costituire la normalità (il freddo) è diventato un'eccezione e si è trasformato in uno strumento in mano alla CIA, la confederazione agricoltori, per lanciare l'ennesima stangata sui prezzi al consumo. Siccome non bastava lo Stato a svenarci con la sua burocrazia infinita, cosparsa di trappole, imposte, tasse, multe, bolli, era ora che buone notizie arrivassero anche dal mondo contadino. la CIA ha infatti dichiarato: l'aumento minimo sarà del 20%. Bene, a questo punto, visto che la frutta e la verdura d'inverno non presentano certo un bell'aspetto, tanto vale lasciargliele lì e fare un mese di astinenza, un fioretto che farà benissimo al portafogli. Una parziale astinenza gli italiani nel 2007 secondo la Coldiretti l'hanno già fatta con un calo del 5% totale del consumo di frutta e verdura. Molti italiani non sanno oltretutto che diversi prodotti sono coltivati in serra e solo alcuni risultano coltivati in esterno quali carciofi, cavoli e zucchine potrebbero risentire direttamente del freddo. Dunque risparmiate: alla fine del mese ci si arriva anche così e si campa più a lungo, visto che spesso la provenienza degli ortaggi è totalmente sconoscita e dopo quello che abbiamo visto ad Acerra con la diossina, la paura di assumere sostanze cancerogene è più forte che mai.

Autore : Alessio Grosso

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