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Adriatico una palude??? Si ma contemporaneamente si solleva ed erode la costa ma attenti, la corrente del Golfo (di Trieste) si inceppa

Una volta si diceva: non c'è più religione, oggi si potrebbe dire: non c'è più scienza. Ecco i vaneggiamenti da nuovo millennio.

Striscia...la meteo - 11 Settembre 2007, ore 15.27

Non c'è limite alla catastrofe e pertanto Corriere risponde a Repubblica, si gioca allora a..."vediamo chi la spara più grossa" e puntualmente, dopo i banani in Valpadana e il prezzemolo sulla Marmolada, spunta la Corrente del Golfo, non quella atlantica, bensì una nuova, quella di Trieste. Pare che si sia inceppata, si anche lei, nel 2003, l'anno del grande caldo, e se questo fenomeno dovesse ripetersi tutto l'ecosistema marino dell'Adriatico andrebbe incontro a guai seri. Si parla di Adriatico trasformato in una palude, ma contemporaneamente si dice che si stia sollevando, che risucchi tutto, eroda, pronto a mangiare spiagge, coste, ad invadere Venezia ma anche a trasformarsi in una statua di sale, insomma di tutto, di più. Bisogna correre ai ripari, al più presto. (Nel caso steste leggendo con il cuore in gola, paralizzati dalla paura e ci credeste davvero, specifico che sto ironizzando. Io però, loro no. Chi sono loro? E' presto detto: gli esperti. Dobbiamo adattarci ci dicono. Come si fa ad adattarsi? Basta tirar fuori i soldi dai contribuenti e far su DUNE, dune di sabbia. Sono misure di adattamento. le chiamano «misure di adattamento» per fronteggiare l'erosione, un fenomeno che esiste da sempre ma che di colpo viene enfatizzato, drammatizzato, sull'onda emotiva di un cambio climatico che DEVE far PAURA. Hai paura? No...Male, dovresti averla, pagheresti più volentieri, dobbiamo salvare i pesci. Ci dicono che oggi i ripascimenti si fanno con i frangiflutti, con gli interventi a pettine, con la posa di nuova sabbia per tutelare i litorali. Si fa questo lavoro da molti anni, ma adesso improvvisamente si scopre che è troppo costoso. Allora ecco LE DUNE. Le butti là ad almeno 20-30 metri dalla spiaggia, le copri di vegetazione, fai nascere un isolotto che poi funziona a rilascio di sabbia ritardato, a lenta cessione come le pastiglie per la pressione o l'acqua per le fioriere. Ci dicono che una volta c'erano queste dune, naturali, noi le abbiamo distrutte costruendoci delle promenades e delle massicciate di cemento. Che cattivoni! Ora si sta erodendo tutto, va beh, ok, rimediamo con le dune. La cosa incredibile però è che gli interventi dovranno essere circoscritti a soli 2.000 km di spiagge deserte, in quanto, cito testualmente "l’impianto di dune artificiali non è compatibile con la presenza di costruzioni». Quindi altrove continueremo a fare ripascimento, quella che si prospetta come vi dicevo in apertura è semplicemente UNA INUTILE SPESA IN PIU'! E poi ecco l'allarme sulle preoccupanti condizioni fisiche dell’Adriatico: la temperatura aumenta costantemente si legge, fino ad oltre 2°C e fino a 100 metri di profondità. Si dice che tale anomalia abbia interrotto la corrente del Golfo...di Trieste. E' vero che negli ultimi anni questo fenomeno si è verificato ma il tutto rientra nel gioco delle correnti e nelle disposizione delle figure bariche. Se le avvezioni fredde da est si sono drasticamente ridotte, se dunque la Bora ha diminuito la sua frequenza, anche se non la sua intensità, è abbastanza naturale che il ricambio d'acqua in Adriatico e la disponibilità di ossigeno per i pesci sia a tratti diminuita. Domandiamoci però cosa avvenne ai tempi delle mucillagini, domandiamoci se tutto questo si sta ancora verificando. Ci pare proprio di no. E' vero, a Milano hanno finalmente messo in funzione i depuratori e questo fra l'altro il Ministro Rutelli ancora non lo sa, ma già prima che questo avvenisse, in Adriatico non si sono più verificati i tristi casi degli anni 80, che costrinsero gli alberghi ad attrezzarsi con le piscine. Invece però che dare la colpa al cambio climatico, a cui anche la natura saprà rispondere con lo stesso spirito di adeguamento dell'uomo, domandiamoci se la moria di pesci e degli altri abitanti del mare Adriatico non sia stata provocata INVECE dagli scarichi di MARGHERA. Volete sapere cosa scaricava fino a qualche anno il Petrolchimico? Lo vuol sapere signor Ministro Pecoraro Scanio? Abbiamo di che gioire, altro che cambiamento climatico, questo è un vero attentato alla salute, perpetrato dall'uomo, un uomo su tutti il caro Giuseppe Volpi di Misurata. Così una palude malarica si trasforma in breve in terraferma e diventa un polo industriale di grande livello, talmente grande che nella Laguna di Venezia vengono riversate, ogni anno, con gioia, le seguenti sostanze: -70 tonnellate di solventi organici -220 chili di cloroformio -2 chili di tetracloruro di carbonio -due tonnellate di dicloroetano -320 chili di tricloroetilene -4000 chili di tetracloroetilene -22 tonnellate di bromoformio Vi basta? "Vai a lavorare al Petrolchimico" dice negli anni 70 il buon padre di famiglia al ragazzo che non vuole studiare e non sente ragioni. E lo dice con orgoglio, ora anche il Veneto ha le sue industrie, le sue fabbriche, mica solo la Lombardia. Orgoglio veneziano...Comprensibile allora. Chi ci pensava al cancro...l'importante era lavorare e soprattutto non emigrare più. Negli anni 70 a Marghera la nebbia si taglia con il coltello, ma non è solo nebbia, sono 242 mila tonnellate di fumi tossici; senza contare le 22mila tonnellate di composti tossici, molti dei quali cancerogeni che finiscono in acqua, fa niente se poi a Sottomarina, Jesolo, Bibione ci fanno il bagno, anzi, magari fa bene alla dermatite e all'acne giovanile...Oggi, dopo che lo scandalo è venuto alla luce, la nebbia si è ridotta in zona del 40-50 per cento (e non solo grazie al cambio climatico) Meglio stendere un pietoso velo sulle 80milioni di tonnellate di fanghi tossici scaricate in laguna e nell’alto Adriatico. Altro che gravi conseguenze per l'intera catena alimentare marina. Ma torniamo alle previsioni catastrofiche sull'inceppamento della corrente del Golfo nostrana, sentite cosa ci dicono: "dal Golfo di Trieste fino alla costa pugliese si creerebbe una palude salmastra con acque ferme, sempre più BASSE, stantie, dove lo scambio di ossigeno si fermerebbe allo strato superficiale, rendendo inabitabile l’ambiente marino. Le prime specie a scomparire sarebbero i pesci e le piante marine tipiche del Golfo di Trieste.E troveremmo nell'Adriatico sempre più mucillagine e alghe assassine", peggio dello Squalo 3. L'Adriatico è così da anni, farci il bagno, sulle nostre sponde, è una vera sfida alla salute ma non certo solo perchè è cambiato il clima. E poi, e poi, scusate, ma l'oceano non doveva sollevarsi di un metro e le onde di marea invadere Venezia? Non è forse per questo che si fa il Mose? E la pianura padana, non doveva essere forse invasa dalle acque? Allora decidiamoci: o palude con acqua bassa, o super onde e sollevamento pauroso, o calma piatta assoluta, o mare più alto di 60cm o laghetto salmastro stile mar Morto. Cosa capirà la gente comune che sborsa sempre più tasse inutili per l'ambiente? Cominciamo ad abbattere gli eco-mostri, a punire severamente chi inquina, chi sporca, e smettiamola di chiamare in causa ogni 3 per 2 questo povero clima. Un'ultima cosa però forse è bene ricordare: l'Adriatico un giorno sparirà comunque perchè le coste italiane si uniranno a quelle slave giacchè la placca africana sta spingendo verso quella euro-asiatica. Si parla in tempi geologici certo, ma avverrà, altro che palude...

Autore : Alessio Grosso

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