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Uno sguardo agli indici, da dove salta fuori questo anticiclone?

Proviamo a capire perchè l'alta pressione sta vincendo la partita con le perturbazioni atlantiche, proprio quando sembreva fosse maturo il loro ingresso sul Mediterraneo.

Sotto la lente - 7 Ottobre 2008, ore 10.19

Premettiamo che la presenza di un anticiclone durante il periodo di ottobre non sta a significare una anomalia. L'anomalia sta semmai nella ricorrenza di queste situazioni laddove, una volta impostata una certa circolazione, non se ne uscisse più. E negli ultimi anni è stato proprio questo "non uscirne" il problema. Ebbene, analizzando gli indici della pressione atmosferica tra le nostre latitudini e quelle polari, si evince che la risalita dell'anticiclone subtropicale sul bacino centrale del Mediterraneo è sostanzialmente da ricondurre a due fattori circolatori predisponenti. Il primo ci porta dritti dritti entro il Circolo Polare Artico. Qui la trottola gelida conosciuta come "Vortice Polare" mostra nei prossimi giorni una sonora accelerata, come si evince dall'indice oscillatorio della pressione atmosferica misurata al livello del mare, ossia l'indice AO, in nettissimo rialzo. Il ricompattamento del vortice segue la chiusura di una evidente spina anticiclonica che per giorni è rimasta conficcata in sede canadese. E' stata proprio questa che nei giorni scorsi ha fatto partire la colata fredda che ha preso le mosse dalla Groenlandia per raggiungere la nostra Penisola. A questo punto però, analizzando le nostre latitudini, dobbiamo spostare l'attenzione su un altro indice pressorio, quello atlantico, ossia la NAO. Nei prossimi giorni anche questo valore è atteso in rialzo ma molto meno netto. Ciò significa che qualche ingranaggio riuscirà a bloccare, a stringere in una morsa l'onda anticiclonica. Orbene questo ingranaggio, anche a causa di un Mediterraneo occidentale e di un vicino Atlantico più freschi della norma, si isolerà nei pressi della penisola Iberica. Da qui la sua energia forzerà la risalita di aria calda sul suo bordo occidentale la quale andrà appuntoa rinforzare la cellula anticiclonica bloccandola sul Mediterraneo centrale e sull'Italia. Al momento non pare che il blocco possa durare oltre la settimana, stante la scarsa influenza di altri indici importanti. L'oscillazione dell'attività convettiva equatoriale detta MJO risulta infatti moltlo debole e la linea di convergenza degli Alisei lungo l'equatore, detta ITCZ, seppur appena spostata al di sopra della sua normale latitudine, non ci induce a pensare ad una situazione anticiclonica in pianta stabile.

Autore : Luca Angelini

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