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Ultimissime dalla stratosfera, ecco perchè l'ipotesi nord-atlantica ha maggior probabilità di realizzazione

Iniziamo a stringere il cerchio sulle soluzioni più probabili che ravviveranno la terza decade di gennaio.

Sotto la lente - 13 Gennaio 2012, ore 11.07

 Che la terza decade di gennaio sarà un periodo tutto pepe l'abbiamo ormai capito tutti. La circolazione generale subirà generale riassetto e le potenzialità di una fase invernale interessante ci saranno tutte. La rimanipolazione del vortice polare a livello stratosferico sarà elemento determinante e per questo siamo andati a vedere le ultimissime novità, onde comprendere la radice di questi cambiamenti e prevederne le conseguenze concrete più probabili.

Partiamo dal difficile (si fa per dire): i flussi di calore propagatisi nella stratosfera polare non riusciranno a spezzare il grande vortice ma solo a mandarlo leggermente fuori squadra procurando anche una rotazione antioraria del suo asse maggiore. Il previsto successivo riassorbimento di questo warming (riscaldamento appunto), darà modo alla trottola gelida di ricompattarsi quanto basta per mantenere la sua forma ellittica, ma l'asse pian piano inizierà a sorvolare l'Europa.

Arriviamo così al 20-21 gennaio, periodo nel quale quanto descritto troverà compimento concreto anche a livello troposferico. La trasmissione della quantità di moto dalle quote superiori andrà infatti a disegnare una saccatura ben strutturata tra la regione scandinava e il Mediterraneo occidentale. L'onda verrà frenata nella sua progressione verso levante da un deciso rinforzo di un blocco anticiclonico asiatico in area siberiana, che però se ne rimarrà sui suoi luoghi di origine.

A livello sinottico l'ipotesi suddetta è in sostanza quella già accennata dal nostro Caporedattore Alessio Grosso in questo articolo http://script-meteolive.leonardo.it/admin/formNotizie/gestioneNotizia.php?id_notizia=35779&action=edit,  come la più probabile (55%). Una siffatta situazione offrirebbe buone potenzialità invernali (attenzione però non si parla di gelo!), poichè metterebbe in presa diretta il Mediterraneo con le masse di aria artica marittima lungo una direttrice posizionata tra mar di Norvegia, Gran Bretagna e Francia.

Al momento non è possibile entrare nel dettaglio, lo faremo senz'altro nei prossimi aggiornamenti, tuttavia la situazione vedrebbe questa volta maggiormente sotto tiro dell'inverno le regioni settentrionali e quelle centrali tirreniche. Una volta impostato il nuovo assetto, e qui arriveremo intorno al 23-25 gennaio, potremo infatti approfondire il discorso sulle interessanti conseguenze che ne potranno derivare come, ad esempio, il possibile rischio di nevicate fino in pianura al nord e magari, perchè no, anche a quote basse su parte del centro e sulla Sardegna. 


Autore : Luca Angelini

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