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TUTTO sull'INVERNO 2006-2007: la prognosi di Alessio Grosso

Nostra proiezione sino alla fine dell'inverno. Si tratta soprattutto di un "giochetto accademico", nessuna pretesa di essere creduti.

Sotto la lente - 4 Dicembre 2006, ore 10.22

Ci sono annate che paiono assomigliarsi, altre che si differenziano in modo netto dalle precedenti. La stagione invernale 2006-2007 è figlia di un autunno tra i più miti degli ultimi 50 anni e dunque con almeno un mese di ritardo sulla tabella di marcia; cresce così la sensazione che possa "rubare" qualche settimana alla primavera per una sorta di compensazione. Certo il termine sensazione fa pensare a qualcosa di empirico, di poco scientifico, in realtà è un modo come un altro per aggrapparsi alla statistica, che qualche volta ha confermato questa sensazione, anche se spesso è intervenuta la casualità a smentirla categoricamente. Così ad esempio è inutile aspettare in estate le piogge che non sono arrivate in primavera, o in inverno quelle che non sono cadute in autunno, però è lecito attendersi che un'anomalia che ha inflenzato una stagione possa riflettersi anche sulla successiva per il principio che ad ogni azione ne corrisponde una uguale e contraria. In definitiva: non aspettiamoci niente dall'inverno ma stiamo in guardia: potremmo giocare le sue carte nella parte conclusiva, anzichè ad inizio stagione. Vediamo però di capirci qualcosa in più: 1 finalmente stanno per entrare due fronti perturbati di quelli tipicamente autunnali. 2 rispetto ad un mese fa le saccature "VEDONO" di più il Mediterraneo centrale che quello occidentale e questo è giù un risultato. 3 l'alta pressione tende a rinforzare massicciamente ad ovest del Continente (valori dinamici di 1040hPa) 4 sull'est europeo è presente un anticiclone che potrebbe finire in parte per termicizzarsi. 5 anche a lungo termine si vede un tentativo di penetrazione delle saccature verso sud e una scarsa capacità dell'alta pressione di chiudere tutte le porte. Figlia di questa situazione un vortice polare che probabilmente ha già mostrato i muscoli e che non sembra saper fare di meglio. 6 nessuna saccatura sembra piombare invece sui Balcani 7 l'aria polare ed artica di provenienza nord-occidentale che segue i fronti appare ogni giorno più fredda Dai sei punti appena elencati si può desumere che per DICEMBRE: -la stagione in effetti sta cominciando con molta gradualità ma che saranno ancora probabili, almeno sino a fine mese, affondi saccaturali al centro del Mediterraneo accompagnati da aria sempre più fredda e nevicate a quote sempre più basse in montagna, difficilmente al piano, se non verso la fine dell'anno. -l'alta pressione potrebbe pulsare ulteriormente verso l'Islanda, deviando il centro d'azione del Vortice polare più ad est. Con un rallentamento ulteriore del getto e la tenuta ad est dell'anticiclone sulla Russia, nel Mediterraneo andrebbero a tuffarsi saccature con geopotenziali ben più bassi rispetto agli attuali con conseguente formazione di depressioni importanti con ingresso di aria piuttosto fredda sia dal Rodano che dalla porta della Bora, non certamente di matrice polare continentale (la più fredda) ma comunque di chiara provenienza artica continentale (fredda ugualmente). PER GENNAIO: questa tendenza all'isolamento di depressioni in sede mediterranea si accentuerebbe e se l'anticiclone russo cominciasse la sua parziale metamorfosi da dinamica a termica potrebbe venir catturata aria fredda dai Balcani diretta soprattutto verso il medio-adriatico ed il sud, come sembrano voler indicare anche le stagionali americane. Contemporaneamente l'anticiclone delle Azzorre fungerebbe da parziale blocco erigendosi sul Regno Unito. Temperature generalmente nella media del periodo o leggermente al di sotto in Adriatico. PER FEBBRAIO A conferma del principio che il tempo a fatica modifica le sue configurazioni bariche, per febbraio il vortice polare potrebbe farci visita in modo più netto con slanci meridiani importanti, lasciando l'Europa centrale nel gelo e frequenti episodi nevosi anche sul nostro Paese, questa volta anche al nord e sul Tirreno, con temperature sotto la media per gran parte del mese. Anche MARZO potrebbe inizialmente risentire di questo regime freddo ma qui comincerebbero a farsi sentire gli effetti del Bambinello, il Nino, con pericolosi sganciamenti verso il Mediterraneo centrale dell'anticiclone subtropicale e improvvisi e notevoli rialzi termici. Bene, abbiamo giocato, partendo dalle condizioni iniziali, cioè quelle che abbiamo sotto gli occhi in questo momento. Provate magari a ragionarci su, magari su qualche punto potreste anche concordare con me.

Autore : Alessio Grosso

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