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Tutti i passi del peggioramento di domenica sera

Una modesta saccatura in arrivo dall'Atlantico porterà molte nubi ma poca pioggia, prevalentemente al centro-sud. Più interessante seguire la probabile irruzione fredda del primo dicembre.

Sotto la lente - 24 Novembre 2004, ore 10.14

Si va sempre più ridimensionando, in termini di piovosità e freddo l'ondata di maltempo che interesserà la Penisola a partire dal tardo pomeriggio di domenica. Dopo il passaggio di due corpi nuvolosi piuttosto modesti tra venerdì e sabato, sul finire del week-end si inserirà dall'Atlantico una saccatura. L'alimentazione da parte della corrente a getto sarà blanda e al suolo non si formerà che un piccolo minimo nella mattinata di lunedì, probabilmente collocato sull'alto Adriatico. In pratica sfumerà l'opportunità di vedere piogge di una certa consistenza e nevicate anche a bassa quota. Va sottolineato anche come le carte e le elaborazioni in nostro possesso mostrino una certa discrepanza, dunque le previsioni sullo stato del tempo potrebbero essere suscettibili di importanti variazioni. Procediamo con ordine. Domenica si avrà un progressivo aumento della nuvolosità al centro-nord ma le prime piogge si avranno solamente sulle regioni tirreniche, stante il richiamo di venti sudoccidentali o di Libeccio. Il sud invece sarà ancora alle prese con i resti del corpo nuvoloso in transito nella giornata di sabato. Nella tarda serata di domenica il cielo si presenterà nuvoloso praticamente ovunque ad eccezione del Ponente ligure e dei crinali alpini al confine con la Francia che risentiranno di un leggero effetto favonico. Nubi meno consistenti anche su Puglia, Basilicata, Calabria ionica e Sicilia orientale. Le piogge, a carattere sparso e al massimo di moderata intensità, riguarderanno essenzialmente la bassa Lombardia, la Liguria centro-orientale, le regioni tirreniche, le coste della Romagna e delle Marche. Quota neve sui 1800 o addirittura 2000m. Venti tesi dai quadranti sudoccidentali e di Scirocco lungo l'Adriatico. Lunedì mattina si avrà probabilmente l'apice di questo guasto con i fenomeni estesi prevalentemente al centro-sud e il nord già raggiunto da ampie schiarite. Molto dipenderà dal posizionamento finale del minimo al suolo: se rimarrà troppo a nord i venti di richiamo saranno prevalentemente più caldi e i contrasti termici si attenueranno molto rapidamente. Se invece si collocasse sul Mar Ligure o tra il medio e l'alto Adriatico, una parte dell'aria fredda presente sui Balcani potrebbe essere risucchiata da est verso l'arco alpino e la Valpadana. Tutto questo non favorirebbe nell'immediato una lunga fase piovosa ma spianerebbe la strada della neve a bassa quota per un più importante peggioramento che si preannuncia per mercoledì 1 dicembre. È ancora molto presto per parlarne ma almeno al nord, l'ingresso dell'inverno meteorologico potrebbe portare la neve a quote molto interessanti.

Autore : Simone Maio

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