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Tutti i dubbi sulla depressione “Orione”

L’evoluzione di tutta la struttura depressionaria è tutt’altro che chiara

Sotto la lente - 29 Gennaio 2003, ore 10.25

Ormai la perturbazione che darà origine ad “Orione” è ben strutturata ed è in fase di spostamento dall’Islanda verso le Isole Britanniche. Il suo movimento per adesso rispecchia le previsioni fatte nei giorni scorsi, ma mano a mano che tende ad avvicinarsi al Mediterraneo cominciano ad affiorare delle perplessità riguardo alla sua prossima evoluzione. Innanzitutto bisogna ben verificare se l’anticiclone delle Azzorre rimarrà nella sua posizione attuale o tenderà a regredire verso W, portando ad uno spostamento nella stessa direzione della perturbazione; se così fosse il fronte freddo tenderebbe a scendere verso i Pirenei per poi sfociare sulle coste orientali della Spagna, trascinando l’aria artica dietro a sé e portando a correnti sicuramente più umide e più miti su buona parte del nostro Paese. Dai dati a nostra disposizione sembra però che questa ipotesi non riesca a concretizzarsi; di conseguenza la strada che più facilmente seguirà la perturbazione per il suo ingresso nel Mediterraneo sarà quella della Valle del Rodano e della Porta di Carcassonne. A questo punto entrano in gioco moltissime variabili, che vanno dall’elevata temperatura del mare in prossimità delle coste francesi ed ad ovest della Sardegna, alla misurazione precisa della velocità d’ingresso dell’aria artica verso sud; questi sono parametri che i modelli matematici non sono in grado di valutare con precisione, sia per il numero relativamente basso di parametri che essi stessi possono calcolare, sia a causa della limitata estensione territoriale della zona che devono andare ad esaminare. Cosa potrebbe succedere allora? Se andassimo a guardare alle situazioni già vissute potremmo dire che c’è una elevata possibilità che si formino altri minimi depressionari oltre a quello principale, soprattutto sul Mar Ligure e sulle Bocche di Bonifacio; tale configurazione porterebbe ad una recrudescenza dei fenomeni anche su parte del nord e sulle regioni tirreniche, innalzando di qualche centinaio di metri la quota neve al centro. Esiste anche un’altra possibilità, ben poco supportata dai modelli; nella serata odierna infatti tenderà a formarsi una piccola depressione nei bassi strati poco a sud di Genova (stavolta ben prevista), che entro domani pomeriggio dovrebbe essersi spostata sui Balcani senza arrecare nessun danno. Nella nottata prossima però durante il passaggio sull’alto Adriatico tale depressione potrebbe richiamare aria più fredda in quota da NE verso il Golfo di Trieste, portando ad un approfondimento ulteriore della struttura e ad una sua insistenza sulla stessa zona; a questo punto una volta che “Orione” si sarà gettata dalla Valle del Rodano si formerebbe una struttura “ad occhiale” con un centro di bassa pressione fra la Corsica e la Riviera di Ponente, ed un altro sull’alto Adriatico: allora le nevicate diverrebbero abbondanti su Emilia-Romagna, basso Piemonte, Liguria e Toscana. Insomma questa perturbazione ha intenzione di darci molto filo da torcere; noi cercheremo di informarvi in tempo reale su ogni più piccola variazione della sua traiettoria, quindi seguite tutti gli aggiornamenti

Autore : Lorenzo Catania

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