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Tutte le mosse dell’alta pressione europea

L'anticiclone scandinavo si porterà sempre più verso sud; tuttavia riuscirà ad inviare un ultimo moderato impulso di aria fredda sulle nostre regioni fra la prossima nottata e la mattinata di giovedì.

Sotto la lente - 10 Novembre 2003, ore 10.34

Dopo il passaggio della “goccia fredda” durante il fine settimana appena trascorso, adesso stiamo vivendo una fase con tempo in prevalenza discreto, grazie all’espansione verso il Mediterraneo dell’ormai famoso anticiclone scandinavo. Come dicemmo diversi giorni fa, però il passaggio della perturbazione fredda sull’Italia ha aperto una “ferita” nella struttura della grande figura di alta pressione continentale, una ferita che difficilmente si sanerà; addirittura nel corso dei prossimi giorni l’anticiclone si porterà sempre più velocemente verso sud, in direzione di Romania e Grecia, indebolendosi gradualmente. Tuttavia prima di uscire definitivamente dalla scena europea l’esteso campo di alta pressione riuscirà a spingere verso l’Italia parte dell’aria fredda adesso presente sui Balcani e sul Mar Nero. In particolare a partire dalla serata di oggi le prime raffiche di vento fresco da est inizieranno ad interessare le nostre regioni adriatiche, mentre in quota (fra i 1000 ed i 2000 metri di altezza) infiltrazioni di aria fresca si presenteranno sulla Pianura Padana; non a caso nella mattinata di domani, martedì 11 novembre, nubi basse e dense inizieranno a formarsi sul Piemonte occidentale e settentrionale, proprio a causa dell’arrivo dei venti freschi orientali. Nel frattempo la temperatura scenderà di molti gradi sull’Appennino Emiliano e Romagnolo, dove già nel primo pomeriggio di domani si potranno registrare fino a 0, 1°C a 1500 metri di quota, anche a causa delle nubi sempre più minacciose; i primi segni di cambiamento però si avvertiranno anche sulla costa laziale, dove si formeranno alcuni cumuli, che poi andranno a generare isolati temporali sul mare in serata, a causa della spinta del Grecale. Nella seconda parte della giornata di martedì arriveranno le prime piogge sul Cagliaritano, il Molise, l’Abruzzo, Le Murge, il Salento e le coste ioniche della Calabria, dove i venti freddi in arrivo andranno a contrastare con la massa d’aria più mite preesistente sulle nostre regioni; la neve cadrà attorno ai 1100-1200 metri sull’Appennino centro-meridionale. Nella giornata di mercoledì la situazione cambierà di poco, tuttavia non si potranno escludere radi fiocchi di neve oltre i 700-800 metri sull’Appennino Emiliano e Romagnolo, dove i venti freddi incideranno di più rispetto alle altre zone; inoltre le nubi andranno aumentando su tutte le regioni centrali, ma non si prevedono al momento precipitazioni di rilievo. Piuttosto bisognerà volgere lo sguardo più ad ovest, sulla Francia, dato che nell’ambito di questa ingarbugliata situazione si inserirà una moderata perturbazione atlantica, che comincerà a portare alcune nevicate sui rilievi di confine di Valle d’Aosta e Piemonte oltre i 1500-1600 metri di quota. Per ulteriori dettagli nella previsione vi rimandiamo all’articolo previsionale apposito delle ore 13.

Autore : Lorenzo Catania

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