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Temporali in val Padana: perchè avvengono spesso durante la notte?

A volte sulla grande pianura improvvise manifestazioni temporalesche irrompono nel cuore della notte o nelle ore del primo mattino contravvenendo alla regola che li vorrebbe nelle ore del pomeriggio. Quali sono i meccanismi che innescano tali eventi?

Sotto la lente - 30 Agosto 2013, ore 09.03

Previsioni di bel tempo annientate da un improvviso fragore notturno. Guardate ad esempio cosa è successo ieri, 29 agosto, lungo la pedemontana lombarda, flagellata da intensi temporali nella seconda parte della notte e perfino durante la mattinata meteolive.leonardo.it/news/Ti-segnaliamo/49/Tuona-sul-nord-della-Lombardia/42790/. In realtà ci si aspettava qualche acquazzone qua e là, dato che alle spalle dell'arco alpino stava transitando la coda di una perturbazione, alimentata in quota da un gomito di aria fresca ma, dati alla mano, in diversi comuni si è davvero andati oltre.

Accumuli medi di 25 millimetri, con punte fino a 60 millimetri immediatamente a nord-ovest di Milano, fino a 35 millimetri nella Bergamasca, poco meno in Franciacorta e tra 15 e 18 millimetri nei pressi del basso Garda.

La presenza di aria più fresca alle quote superiori è elemento determinante in questi casi. Spesso i bassi strati sono "tappati" da una inversione termica che impedisce l'avvio della convezione e che non riesce a venire rimossa neanche con il soleggiamento diurno a causa degli alti geopotenziali.

Occorrerebbe l'aiuto di una montagna per far salire l'aria calda e umida intrappolata al suolo e farle superare il limite fatidico. E infatti nel pomeriggio di mercoledì 28 numerosi temporali hanno solcato la fascia prealpina. Le correnti fredde in discesa dagli stessi hanno quindi iniziato a defluire lungo le valli portandosi allo sbocco della pianura ma sarà solo in tarda serata che si compirà la manovra chiave.

Le masse nuvolose dei temporali alpini, ormai in dissoluzione dopo il tramonto, iniziano a raffreddarsi, sia per il processo di evaporazione in corso, sia perchè avviene un ulteriore raffreddamento, quello cosiddetto radiativo che subiscono le sommità nuvolose nelle ore notturne; questo raffreddamento assomiglia a quello che avviene al suolo durante una notte serena. Ecco che alle quote superiori si forma quindi uno strato di aria ulteriormente fredda. Qualora quest'aria venga sospinta da venti in quota (anche deboli) dai quadranti settentrionali (assai frequenti in situazioni anticicloniche o di palude barica), inizierà a sorvolare il catino padano stracolmo di aria calda e umida accentuando notevolmente i contrasti verticali.

Le correnti fresche discese dal tardo pomeriggio dalle nubi temporalesche fino allo sbocco delle valli, spinte adesso anche dalle brezze di monte, riusciranno a porre in essere la manovra chiave, quella di far saltare il tappo dell'inversione termico-dinamica dando il via sulla pianura Padana alla convezione notturna la quale risulterà esplosiva. Da qui il rapido sviluppo notturno di cluster temporaleschi nel bel mezzo della pianura, con tanto di grandinate e colpi di vento.

Eppure era stato un pomeriggio di sole e di caldo...


Autore : Luca Angelini

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