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Stratosfera e dintorni, ecco le ipotesi per la seconda decade di gennaio

Sta per entrare nel vivo un primo riscaldamento delle alte quote con relativo indebolimento del vortice polare. Le conseguenze? Tre lobi freddi in partenza per le medie latitudini.

Sotto la lente - 9 Gennaio 2012, ore 11.10

 Come avevamo accennato nella nostra precedente analisi, un primo flusso di calore si è concretizzato alle alte quote troposferiche e si è intrufolato fin nella bassa stratosfera dove ora andrà a cercare compagnia. La troverà nella grande bolla calda dell'anticiclone stratosferico delle Aleutine.

La spinta cinetica dovuta alla traiettoria di risalita della scaldata, proveniente dai cieli del Medio Oriente e in ascesa fin su quelli siberiani orientali, farà ruotare sul proprio asse detto anticiclone. Essendo lo spazio sulla calotta artica stratosferica relativamente "limitato", tale manovra causerà una rimanipolazione del vortice polare d'alta quota, il quale verrà schiacciato dando luogo ad una ellisse, quello che tecnicamente è noto come "wave 2 pattern".

L'asse dell'ellisse si posizionerà progressivamente con le due onde opposte, l'una sulla Siberia orientale, l'altra in piena Europa. Siamo tra il 16 e il 17 gennaio, così come si può notare dalla mappa in alto dove è rappresentata la posizione della vorticità potenziale in media stratosfera. Stante così le cose non sarebbe difficile per l'inverno più crudo calare la mannaia sul nostro continente.

Qui però sorge un problema: il "displacement", ovvero il disassamento del dipolo costituito dall'alta aleutinica e dal vortice polare lungo la direzione est-ovest troverà una interferenza nella progressione e rotazione dell'onda a livello dei cieli canadesi proprio all'atto del ritorno del calore verso la troposfera (che tra l'altro non sarà un processo facile). Il votice polare troposferico comunque, alla stessa data (così come possiamo vedere nella seconda immagine) potrebbe subire seri danni e finire diviso in due lobi.

Il lobo freddo canadese però andrebbe a disturbare quello europeo, tanto che nel bel mezzo potrebbe infilarsi un ponte anticiclonico disteso tra lo Stretto di Bering e il nostro Atlantico, il che vanificherebbe in parte le potenzialità dell'offensiva fredda cui potremmo fissare lo start tra il 16-19 gennaio e un proseguo al 23 al 27.

A carte fatte comunque quel che è certo è un concreto indebolimento del vortice polare (AO  e NAM in discesa) e un significativo rallentamento del Getto Polare. Sarà quindi occasione per veder trafilare le prime serie ondate di aria gelida di diretta estrazione artica verso le medie latitudini. Per quanto detto sopra occorrerà ora seguire attentamente le prossime mosse a livello deterministico, perchè per centrarci in pieno, una delle tre onde fredde dovrà azzeccare la nostra longitudine, evento che, come ci suggerisce l'esperienza, appare la sortita più difficile.

 

 

 


Autore : Luca Angelini

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