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Statosfera in fermento, quali prospettive attendono il nostro inverno?

Un raffreddamento e due riscaldamenti in sequenza stanno caratterizzando il mese di gennaio ai vari livelli stratosferici. Per ora non abbiamo certezze sui risvolti troposferici ma l'evoluzione appare estremamente interessante

Sotto la lente - 18 Gennaio 2008, ore 09.51

Come accade solitamente di questi tempi la stagione dei riscaldamenti stratosferici è entrata nel vivo. Il vortice polare stratosferico dimostra quest'anno di possedere una tempra veramente da primato e gli indici parlano chiaro. Nei primi giorni di gennaio un forte raffreddamento alle alte quote stratosferiche ha iniettato nuovo carburante nel grande lago di aria gelida che ruota all'impazzata sulla calotta artica invernale. Tale raffreddamento è testimoniato dall'indice NAM (North Anular Mode) sceso in campo molto negativo. In altri termini il NAM altro non è se non la proiezione ai livelli stratosferici del più conosciuto indice AO (Artic Oscillation) che rileva la potenza dello stesso vortice polare ma al livello del mare. Quindi ad un NAM negativo (vortice polare stratosferico forte) corrisponde un AO positivo (vortice polare troposferico altrettanto forte). I giorni scorsi invece vistoso cambio di rotta, con un primo deciso riscaldamento che ha iniziato ad impossessarsi delle alte quote sui cieli siberiani. Ricordiamo che stratosfera e troposfera, pur separate per quanto riguarda le vicende meteorologiche a tutti gli effetti, sono collegate intimamente da un legame biunivoco basato su scambi vicendevoli di calore. Orbene questo primo riscaldamento classificabile con il nome di "Minor Warming" altro non ha fatto che riportare entro la media la potenza del nostro vortice polare stratosferico senza avere il benchè minimo impatto sugli strati atmosferici inferiori. La sua azione di disturbo però ha determinato uno schiacciamento della trottola vorticosa costringendola a formare un'ellissi con un fuoco sul Canada e l'altro sulla Siberia orientale. La diminuita superficie del nostro vortice ha quindi aumentato nuovamente la sua potenza. Ecco dunque la consegunte rimonta anticiclonica cui stamo assistendo e l'innalzamento verso le alte latitudini del flusso atlantico. Nel mirino dei previsori anche una ovvia e pesante ondata di gelo che spazzerà nei prossimi giorni il nord America. Prospettive? Una seconda e più incisiva fase di questo riscaldamento sta prendendo piede proprio in queste ore sui cieli dell'Europa centro-settentrionale, in via di lenta propagazione verso le quote inferiori artico-siberiane. Le caratteristiche delineateci dall'elaborazione delle nostre migliori carte prevedono un evento di notevole portata, classificabile come "Mid Winter Warming Major" (forte riscaldamento stratosferico invernale). Le conseguenze di questo fenomeno, in via teorica, potrebbero riversarsi in troposfera e causare il collassamento del vortice polare con possibili ondate di gelo alle medie latitudini entro 30-60 giorni. Ora affichè tutto ciò si realizzi occorre che molti eventi paralleli si concatenino favorevolmente e, al momento, pare che qualcosa possa invece non andare per il verso giusto. Anzitutto una siffatta situazione dei venti stratosferici (indice Quasi Biennal Oscillation negativo in condizioni di minimo solare) rende poco permeabile la tropopausa dunque il riscaldamento potrebbe incontrare difficoltà a propagarsi verso il basso. Anche se ci riuscisse, occorrerà vedere se e dove inizierà lo smantellamento del vortice polare. In base a questo i vari frammenti dello stesso potrebbero essere indirizzati verso il Mediterraneo oppure nelle zone adiacenti. Nel primo caso assisteremmo ad una probabile ondata di gelo sul nostro Paese proiettata ormai a metà febbraio, nel secondo ad una decisa ulteriore rimonta calda subtropicale. Come potete vedere la situazione appare quanto mai delicata e la materia si presenta estremamente complessa. Lungi dal tirare conclusioni azzardate, rimaniamo quindi ad ammirare questo spettacolo offertoci dalla Natura analizzando passo passo ogni particolare per comprendere le sorti di questa avvincente evoluzione.

Autore : Luca Angelini

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