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Spettacolare ciclone mediterraneo in azione sui mari italiani

Dopo molti mesi una profonda depressione è riuscita a generare un ricciolo di nubi ben definito che spiega in qualche modo i forti venti presenti.

Sotto la lente - 11 Aprile 2005, ore 10.38

Siete in qualche modo stupiti dalle raffiche impetuose di vento che in alcune zone si stanno registrando? I colori del cielo, delle nubi, l'aria limpida e la velocità di movimento degli ammassi nuvolosi vi incuriosiscono? Niente di più semplice da spiegare; sulla nostra Penisola infatti sta imperversando un vero e proprio ciclone mediterraneo, una di quelle profonde depressioni che si generano sui nostri mari quando vengono a contatto masse d'aria molto fredda ed altre al contrario più miti ed umide, stazionando poi sul luogo per alcuni giorni esaurendosi lentamente. Aiutandoci con la bella immagine satellitare allegata all'articolo cerchiamo di capire perché il ciclone sta raggiungendo la sua massima potenza proprio in queste ore. Innanzitutto con le frecce di vario colore abbiamo indicato le direzioni di spostamento delle tre masse d'aria che nel nostro caso stanno venendo a contatto, rimescolandosi lentamente fra loro: aria artica marittima molto fredda in quota e piuttosto fredda al suolo (frecce celesti), aria leggermente più mite proveniente dall'Algeria (frecce gialle) ed aria molto calda, più umida e satura di sabbia desertica risucchiata dalla Libia verso nord (la grande freccia arancione sui Balcani). Va sottolineato il fatto che l'aria più fredda, non riuscendo a sopravanzare le Alpi da nord-est ha trovato due vie di fuga differenti (come d'altra parte si vede bene nel disegno): la Valle del Rodano, in Francia (ecco perché si è scatenato il Maestrale fra Baleari e Sardegna) e la Porta della Bora, nel Triestino. Comunque attualmente le masse d'aria sono in parte divise fra loro, e cominciano lentamente a rimescolarsi solamente lungo la linea viola indicata nel disegno (fronte occluso). Ebbene, il grande mulinello di nubi che abbiamo sopra le nostre teste, centrato sui mari attorno alla Sardegna, sta proprio cercando di svolgere questo compito, ossia cercare di rimescolare completamente le tre masse d'aria descritte per creare una "miscela" omogenea che riporti tutto all'equilibrio e quindi ad una situazione più calma; questo avviene tramite un movimento antiorario che ricorda i "gorghi" che si formano nei lavandini di casa nostra quando lasciamo andare via l'acqua, un movimento che porta le nubi a convergere verso l'occhio del ciclone, lo stesso che si può vedere normalmente nei ben più temibili uragani. Come accade sempre in questi casi il progetto del ciclone verrà portato a termine entro 2-3 giorni, ma nel frattempo dovremo continuare a sorbirci un po' di vento, la pioggia, ed anche qualche temporale, proprio a causa del continuo contrasto fra le diverse masse d'aria.

Autore : Lorenzo Catania

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