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Sole: una settimana da leoni

Da martedì 6 marzo scorso sulla superficie del Sole si sono susseguiti getti di massa coronale ad alta velocità, la cui onda d'urto ha prodotto un enorme flusso energia. Gli effetti per le strumentazioni sono stati particolarmente intensi, per l'uomo irrilevanti.

Sotto la lente - 12 Marzo 2012, ore 09.41

 Fortunatamente esiste la nostra atmosfera a fungere da ombrello per proteggerci da tutte quelle insidie che arrivano dallo spazio. In questo caso stiamo parlando degli imponenti flussi di energia che negli ultimi giorni stanno giungendo dalla nostra Stella, in preda a una sorta di spasmodiche "convulsioni". 

L'evento più impressionante è stata l'emissione di getti coronali, ovvero espulsioni di materiale plasmatico dalla superficie solare a seguito di reazioni nucleari note come brillamenti (immagine qua sopra). La tempesta solare più violenta si è avuta venerdì 9 marzo. Ve lo avevamo anticipato in questo articolo, http://meteolive.leonardo.it/news/Ti-segnaliamo/49/Sole-la-tempesta-perfetta/36499/, e ora completiamo il discorso ponendo l'attenzione su un altro possibile brillamento.

I maggiori effetti si sono avuti sulle strumentazioni in orbita nello spazio, satelliti e sonde spaziali. La sonda Venus Express, in orbita intorno al pianeta Venere, si trova molto più vicina al Sole della Terra, ed è stata investita dalla radiazione il 7 marzo rimediando l'accecamento dei sensori.

La NOAA sta ora concentrando l'attenzione su una grande macchia solare denominata AR1429. Ricordiamo sinteticamente che le macchie solari sono settori della superficie solare dove si verificano le emissioni di energia più intense. Ebbene tale macchia potrebbe emettere un brillamento a breve. Pensate che le dimensioni della macchia sono sette volte maggiori rispetto al nostro Pianeta, tanto che potrebbe essere osservata anche con telescopi solari amatoriali.

Ripetiamo che questi flussi di energia non sono dannosi per l'uomo, grazie alla protezione offerta dallo strato atmosferico noto come ionosfera. Li le particelle vanno ad accumularsi seguendo le attrazioni del campo gravitazionale terrestre e generando così le splendide aurore polari che meglio descriviamo nel dettaglio in questo articolo http://meteolive.leonardo.it/news/Curiosit%C3%A0/33/La-poesia-delle-aurore-polari/36529/ .

 

 


Autore : Luca Angelini

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