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RESTEREMO al GELO? Ecco dov'è il problema...

Potremmo ancora ricorrere alle riserve strategiche?

Sotto la lente - 27 Settembre 2007, ore 14.28

Quello del 2005-2006 sarà anche stato un inverno freddo, ci sarà stato pure il sabotaggio ucraino, ma abbiamo seriamente rischiato di rimanere senza energia. Quest'anno ci ha pensato la Bielorussia a pronunciare il suo NIET a Mosca su pagamenti cash giudicati troppo onerosi. In Italia lo scorso inverno ci siamo salvati per l'eccezionale mitezza della stagione: altrimenti i problemi sarebbero stati ben più seri. La colpa però non è comunque da addebitare al Generale Inverno ma alla nostra mentalità. Perchè? Cerchiamo di capirci qualcosa di più: La Gazprom, società russa che tratta idrocarburi, eroga all'Italia oltre 70 milioni di metri cubi al giorno di gas metano. Dalla Russia ne importiamo ogni anno 24 miliardi di metri cubi. Dai nostri giacimenti ne estraiamo ogni anno solo 12 miliardi. In inverno il consumo è pari a 400 milioni di metri cubi durante i picchi di freddo. Il metano è la nostra prima fonte energetica arrivando in 3/4 delle abitazioni. Nel 2008 avremo impianti con 30 gigawatt di capacità installata. Bruciando metano arriviamo anche a produrre energia elettrica a basso costo che viene venduta all'estero, ad esempio alla Germania. Il consumo annuo di metano è di 86 miliardi di metri cubi, di cui 50 da Russia ed Algeria, una quantità troppo elevata. Oltretutto si tratta di fornitori obbligati. Eppure al mondo ci sono decine di altri produttori che magari applicano anche prezzi più bassi, perchè siamo costretti allora a rivolgerci solo a Gazprom e a pochi altri? Semplice. Perchè nessun italiano vuole ospitare nelle vicinanze della propria casa un rigassificatore. Il metanodotto funziona solo se il fornitore è un nostro vicino, ma se il gas arrivasse dal Canada sarebbe impossibile, allora ci vogliono le metaniere. Il gas viene portato alla temperatura di 160 gradi sotto lo zero, dove passa così allo stato liquido e occupa meno spazio, poi tutto passa all'impianto che lo ritrasforma in gas, i rigassificatori. Ce ne sono in tutto il mondo, in Italia non li vuole nessuno. L'unico presente si trova in Liguria. Così non possiamo trattare con altri fornitori e paghiamo tutto più salato. Certo una fuga di gas liquefatto per grave incidente, atto terroristico ecc. può provocare incendi ed esplosioni per un raggio di 55 km, ma si tratta di un rischio piuttosto basso; Il metano inquina ed è più efficace dell'anidride carbonica nel trattenere il calore? Questo è assolutamente VERO. C'è da chiedersi tuttavia a che punto stanno gli investimenti sulle energie alternative: a zero o quasi, secondo molti. In ogni caso nessuno vuole i rigassificatori dietro casa, come non vuole i termovalorizzatori, come non vuole i piloni per l'energia eolica, come non vuole il nucleare. Nessuno vuole niente. Se la Russia e l'Algeria chiudessero i rubinetti del gas ci sarebbe ben poco da ridere...

Autore : Report di Alessio Grosso

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