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Quanto resisterà la neve sulle pianure? Spiamo la colonna d'aria sopra di noi

A parità di temperatura al suolo, l'afflusso combinato di più masse d'aria a quote diverse può creare condizioni talora favorevoli alla neve fin sulle pianure, altre volte invece solo oltre ad una certa quota. Vediamo nel dettaglio cosa sta accadendo nei cieli della pianura Padana

Sotto la lente - 3 Gennaio 2008, ore 09.37

Per comprendere appieno la struttura dei livelli atmosferici alle varie quote ci serviamo senz'altro di strumenti assai preziosi e ricchi di indispensabili informazioni, ossia i radiosondaggi. I dati provenienti dalle sonde lanciate questa notte alle ore 00.00 dagli aeroporti di Milano Linate, Cuneo Levaldigi e San Pietro Capofiume (Bologna) ci offrono una quantità di informazioni di notevole importanza. Risulta anzitutto evidente che la copertura nuvolosa del cielo notturno ha limitato drasticamente il raffreddamento del suolo impedendo alle temperature negli strati prossimi al terreno di raggiungere i valori negativi misurati i giorni scorsi. Le minime sulla pianura Padana infatti si sono attestate quasi ovunque intorno allo zero ma salendo di quota si nota un repentino raffreddamento già a circa 100-200m sopra al suolo. A circa 1500-1600m di quota la colonnina di mercurio scende addirittura a -9°/-10°. Questa distribuzione termica, priva di inversioni con valori superiori allo zero negli strati intermedi (salvo una lamellare porzione d'aria sopra a Bologna), è estremamente favorevole alla cadute di neve fino al suolo. Tra i 1700m e i 3200m circa ecco che la curva della nostra temperatura incontra quella dell'umidità relativa e ciò significa che inizano le masse nuvolose. Il nostro grafico ci indica anche che è ancora in corso l'afflusso di aria fredda dai quadranti orientali che interessa gli strati medio-bassi atmosferici, mentre aria più umida scorre appena al di sopra determinando le prime cadute di neve sul nord-ovest. La precipitazione inizierà a riversare verso il basso l'aria fredda presente alle quote immediatamente superiori tant'è che le temperature al suolo scenderanno di un paio di gradi rispetto ai valori minimi della notte, sprofondando anche sotto allo zero. Con il trascorrere delle ore però lo strato di aria tiepida guadagnerà anche le quote medie. Nel momento in cui la temperatura sforerà i valori positivi a quote prossime ai 1500m (e di tempo ce ne vorrà visto che attualmente sfioriamo i -10°), la neve sulle pianure si trasformerà in pioggia anche se a livello del suolo i termometri potrebbero rimanere sempre impalati intorno allo zero o solo di poco sopra. Questo addolcimento potrebbe farsi strada entro la serata sul Veneto, mentre venerdi dovrebbe estendersi anche a buona parte della Lombardia. Naturalmente monitoreremo in tempo reale su queste pagine l'evolversi della situazione seguendo passo passo questo entusiasmante abbraccio dell'inverno.

Autore : Luca Angelini

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