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Quando sulle Alpi soffia forte il vento da nord

Le masse d'aria provenienti da settentrione impegnano maggiormente i versanti esteri della nostra catena, tuttavia il vento tende più forte lo troviamo a valle delle linee di cresta, quindi in territorio italiano, a volte fino a bassa quota o addirittura in pianura. Dal punto di vista della fenomenologia esiste una svariata casistica a seconda dell'esatta direzione di provenienza delle correnti e delle loro caratteristiche termodinamiche.

Sotto la lente - 1 Febbraio 2013, ore 09.00

La quiete dell'alta pressione viene improvvisamente interrotta dall'irruzione severa, del vento da nord. Ci troviamo lungo l'arco alpino, baluardo naturale che si frappone tra l'Italia e il grande nord. Le situazioni che prevedono l'arrivo di correnti settentrionali sulle Alpi presuppongono la presenza di un anticiclone sul vicino Atlantico, preferibilmente sbilanciato verso le latitudini medio-alte, e di una saccatura proiettata dalla Scandinavia verso i Balcani.

Solitamente i flussi che raggiungono il baluardo alpino in queste situazioni provengono generalmente da nord o da nord-ovest e possono trasportare aria polare o artica, nel primo caso piuttosto umida di origine oceanica foriera di precipitazioni sui versanti esposti, nell'altro più secca, con drastici effetti sul calo termico, ma modesti sul lato precipitativo su entrambi i versanti.

Prendendo in considerazione l'afflusso polare marittimo, quello maggiormente significativo in termini di precipitazioni, possiamo concentrarci in particolare su due situazioni prevalenti: queste a loro volta andranno suddivise a seconda del settore montuoso maggiormente interessato dal transito della soprastante corrente a getto:

Caso 1) Quando il fluosso principale impatta l'arco alpino da nord-ovest puntando alle Alpi occidentali rilieviamo le precipitazioni più abbondanti nella zona del Monte Bianco, sull'alta valle d'Aosta, Oberland Bernese, Vallese svizzero, alta val d'Ossola e val Formazza. Il Foehn soffia impetuoso e a raffiche sui versanti sud alpini e sulla pianura pimontese e lombarda, specie quella occidentale. L' imponenza delle montagne in questo tratto della catena in caso di venti forti causa un fenomeno particolare che si verifica sul versante padano e che viene denominato "onda orografica". Si tratta di una forte turbolenza alle quote medio basse con formazione di cumuli (rotori) mentre al di sopra delle linee di cresta troviamo un flusso laminare ondulato più stabile. Questa ondulazione può provocare la discesa di venti tempestosi fino a quote molto basse ed è spesso causa di forti tempeste di vento sui pendii sud-alpini.

Caso 2) Quando il flusso principale impatta l'arco alpino da nord o nord-ovest puntando alle Alpi orientali rileviamo le precipitazioni più copiose sulle montagne austriache. Data la minore resistenza dinamica dovuta alla quota meno elevata di queste cime, le masse nuvolose in risalita dal versante nord-alpino molto spesso riescono a superare la cresta spartiacque in più punti, riversando una moderata fenomenologia anche sull'Alto Adige, in particolare nelle vallate più settentrionali e sulla zona Brennero, nonchè sui settori più a nord del comparto carnico in Friuli. Una volta esaurito il suo contenuto di umidità la corrente supera le creste montuose e accelera. Il Foehn dispiega le vele in particolare nella vallata dell'Adige, sul lago di Garda, sulla pianura veneta e della Venezia Giulia.

Su quest'ultima regione sovente si ha una successiva e rapida rotazione del vento a nord-est a causa dell'aumento di pressione sul catino padano generato dall'aggiramento da parte della massa d'aria, che inizia a prevalere su quella di scavalcamento (ingresso della Bora). Con questa situazione le Alpi occidentali risentono già dell'influsso anticiclonico, l'aria impatta ugualmente i versanti nord-alpini ma nello stesso tempo subisce la compressione anticiclonica che dissolve la nuvolosità a partire dalle alte quote limitandola alle vallate più basse che si trovano maggiormente esposte al flusso, mentre sulle pianure piemontesi e lombarde si ha un Foehn debole ma molto mite, con cielo assolutamente sereno e atmosfera limpidissima.

Questo però non deve ingannare: il rientro della massa d'aria da est, progressivamente più umida per via dell'influenza, seppur marginale, dell'Adriatico, andrà ad addossare lungo l'arco prealpino piemontese e lombardo una nuvolaglia bassa e poco promettente. Quante escursioni rimandate lper la brutta sorpresa nuvolosa al risveglio dopo una nottata serena e tersa. 


Autore : Luca Angelini

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