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Quando arriverà la prima neve importante in Appennino?

Sebbene le temperature si stiano gradualmente abbassando, dopo i tepori di inizio mese, all'orizzonte non si vede scorgersi netta la possibilità di una ciclogenesi mediterranea in grado di richiamare aria fredda da nord e di portare neve in abbondanza sulle montagne del settore peninsulare.

Sotto la lente - 13 Dicembre 2004, ore 12.37

A pochi giorni dal Natale, con il tutto esaurito in alberghi e residences, in Appennino le località montane continuano a sperare che la dama bianca torni a baciare piste, boschi e montagne, onde evitare il classico flop da "montagne marroni". Al momento infatti la neve caduta nel mese scorso si è sciolta sotto i colpi della pioggia e del vento mite ed umido di scirocco, che -specie al centro-sud- ha fatto la differenza in due settimane di autentico tepore ottobrino. A dirla tutta, infatti, in Appennino era nevicato, ed anche in maniera cospicua, ad inizio novembre. A cavallo della prima e della seconda decade del mese precedente, infatti, in un paio di eventi, sul settore centro-settentrionale erano caduti in media circa 30-40cm di neve fresca, distribuiti ovviamente in maniera disomogenea da settore a settore. L'Appennino umbro-marchigiano, assieme a quello abruzzese, era stato quello che aveva ricevuto più neve, con punte di quasi un metro di accumulo a 1500 metri. Ma la dama bianca aveva fatto la sua comparsa anche sul Preappennino Laziale, a quote superiori ai 900 metri, con notevole anticipo sulla "tabella di marcia" dell'inverno italico. Era infatti il 10 novembre... Alla mancanza di neve in città, per la Notte di Natale, siamo tutti un po' abituati; ma non in montagna! In molti infatti sperano che il paesaggio torni bianco, ma c'è da fare i conti con la situazione meteorologica che vige al momento. Le temperature si stanno gradualmente abbassando un po' ovunque e si stanno allineando a quelle che sono le medie del periodo. Serve però una ciclogenesi ben organizzata, nel bacino centrale del Mediterraneo, per permettere l'azione combinata di aria fredda (da nord o da est) e masse d'aria umide, necessarie per l'apporto di precipitazioni nevose. Una soluzione ideale, ma che per il momento non sembra prospettarsi, in maniera decisa e duratura, nel corso dei prossimi giorni. Ovviamente è impossibile pronunciarsi in merito per un periodo che superi i sette giorni, però già sul finire della settimana in corso, il transito di un fronte perturbato potrebbe portare imbiancate al di sopra dei 1500 metri.

Autore : Emanuele Latini

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