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Piogge e temporali: quella "marcia in più" che è mancata su diverse zone del nord

Precipitazioni collocate in modo diverso rispetto alle simulazioni e con alcuni "buchi" dovuti alla mancata organizzazione del tessuto nuvoloso. Accumuli sotto le aspettative ad esempio in Valle d'Aosta, Liguria e Toscana, ecco i perchè.

Sotto la lente - 13 Settembre 2012, ore 10.00

 Flop o non flop ognuno lo può rilevare da quanto avvenuto sul proprio orticello. Da parte nostra dobbiamo invece rilevare alcune discrepanze nella fenomenologia rispetto a quanto simulato dalla modellistica, originatesi da motivi di carattere sinottico. Malgrado ciò la prestazione dei modelli, in una situazione delicata come quella contingente, è stata comunque più che sufficiente.

Ma cosa è accaduto esattamente rispetto a quanto previsto? Accumuli precipitativi inferiori a quanto preventivato sulla medio-bassa Valle d'Aosta ma soprattutto su Liguria e Toscana, dove sono stati per lunghi tratti addirittura assenti. Precipitazioni piuttosto sbrigative anche sulla pianura piemontese. Sono tutti elementi facenti parte del medesimo ingranaggio.

Le cause:

Prima fra tutte la mancanza di una vera Warm Conveyor Belt, ovvero la mancanza di un ben fornita risalita di aria calda e umida da nord Africa nei bassi strati dell'atmosfera. L'aria calda, scivolava lungo bande sottili soprattutto in quota e non aveva così la possibilità di destabilizzare le masse d'aria in questione. Questo è testimoniato sia dalla mancata presenza di attività temporalesca prefrontale, ad eccezione di alcune celle sviluppatesi nella mattina di mercoledì sulla zona laghi lombardi e sul Friuli Venezia Giulia, sia dal mancato netto aumento delle temperature che era previsto nel contempo al sud.

In secondo luogo lo spessore verticale minore della massa d'aria che affluiva da tergo alla perturbazione: uno spessore minore causa maggiori difficoltà nello scavalcamento della barriera alpina da parte dei fenomeni. L'aria fredda ha trovato dunque più agevole scivolare verso est lungo il versante nord-alpino. Da qui la disorganizzazione della linea temporalesca legata al fronte che è comparsa solo a tratti sulla media e bassa Padana.

In terzo luogo, come conseguenza dei punti 1 e 2, un mancato robusto richiamo di venti meridionali ad inviare l'umidità prelevata dai nostri mari caldi verso Liguria e regioni tirreniche. Qui le precipitazioni erano attese infatti essenzialmente per sbarramento orografico, sbarramento che, per questi motivi, è stato assai modesto e, con esso, anche le relative precipitazioni.

Forse ai più sono solo dettagli tecnici, tuttavia per noi alle prese con un livello prognostico sempre più spinto, sono elementi di rilievo che ci servono per migliorare nel nostro affascinante ma non facile mestiere.


Autore : Luca Angelini

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