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Perturbazioni da ovest: guardate cosa ci combinano le Alpi

Il particolare orientamento della Valle d'Aosta e l'imponente conformazione delle vallate laterali piemontesi sono all'origine di fenomeni di foehn estremamente caratteristici.

Sotto la lente - 5 Novembre 2013, ore 10.46

La catena alpina, come sappiamo, costituisce una barriera talvolta invalicabile al transito dei flussi aerei. Quando un vasto e veloce fiume d'aria si trova ad impattare le Alpi occidentali dal settore ovest subisce una profonda e irregolare trasformazione ad opera dei rilievi che ne impongono le traiettorie con manovre di aggiramento o scavalcamento anche molto complesse.

Se aggiungiamo anche una predisposizione dell'aria favorevole alla risalita verso le quote superiori (alta velocità del vento in relazione all'altezza delle montagne), possiamo notare che la situazione di sbarramento presente sui versanti montuosi esposti al flusso tende ad estendersi anche per alcuni chilometri oltre le creste sommitali determinando l'estensione parziale delle nubi anche sul versante sottovento.

Quello che accade in Valle d'Aosta in queste particolari situazioni è molto evidente: le montagne qui sono molto alte e vento deve essere forte. Accade allora che, per motivi geografici, la Valdigne (settore dell'alta valle) si trova sotto precipitazioni insistenti e talora anche abbondanti, mentre la parte bassa della Vallèe può trovarsi esposto ad un marcato effetto favonico. In sostanza il cosiddetto "muro" del Foehn, ossia la porzione nuvolosa formatasi sul versante sopravvento che trabocca dalle creste sommitali, non è statico come potrebbe sembrare ma viene attraversato dalla corrente principale la quale può anche trascinare a tratti oltre le creste nubi e precipitazioni. 

C'è una regoletta empirica che ci può suggerire se le onde nuvolose possono svilupparsi sottovento e fino a quanti chilometri: se il vento medio 2000 metri al di sopra della linea di cresta è uguale o superiore di 1,6 volte quello che interessa le creste stesse, allora ci troviamo in questa situazione. In altre arole, più lo shear verticale aumenta, più il vento con la quota accelera e più lontano arriveranno nubi e precipitazioni sul lato sottovento, portate da caratteristiche onde dette "intrappolate".

In Valle d'Aosta, ma situazioni analoghe si verificano anche in Piemonte, nelle valli di Lanzo e nell'alta valle di Susa,  la velocità della nostra corrente occidentale, l'angolo di impatto del vento, l'umidità dell'aria all'origine e le condizioni di vorticità poste all'inizio, possono estendere il muro del Foehn oltre le creste principali del Monte Bianco e spingere le precipitazioni anche nelle località valdostane che si trovano parecchi chilometri sottovento.

Nel semestre invernale, con flussi da ovest, si possono avere nevicate talora copiose nella zona intorno a Courmayeur, in val Ferret, in val Veny, nella valle del Gran San Bernardo, ma anche nei pressi di Moncenisio. Chi in quei frangenti si trovi a viaggiare dal tunnel del Bianco verso la città di Aosta, potrà apprezzare appieno la spettacolarità del fenomeno che andrà smorzandosi progressivamente verso la media valle. In queste situazioni normalmente il Foehn soffia impetuoso e talora molto forte nella bassa Vallèe fino allo sbocco nella pianura Padana dove il cielo è generalmente sereno ed estremamente terso.

Quando le nevicate da sfondamento investono la Valdigne, particolarmente battuto dall'effetto favonico è in contemporanea il tratto compreso tra Chatillon, Verres e Quincinetto dove la differenza di temperatura con la testata della valle può risultare anche notevole e dove l'effetto accelerante del vento in uscita dalla valle, detto Gap Wind, può provocare raffiche e turbolenza davvero notevoli.


Autore : Luca Angelini

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