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Perchè non c'è più l'anticiclone?

Dopo un monologo durato intere settimane, il ciclope del bel tempo sembra essere sparito nel nulla. Siamo andati a cercarlo sicuri che tra non molto tornerà.

Sotto la lente - 18 Aprile 2012, ore 10.01

 Alta pressione a oltranza, nulla di più sotto i nostri cieli. Poi tutto d'un tratto il ciclopico pallone d'aria calda fa perdere le sue tracce lasciando un vuoto abissale, subito colmato dalla normalità climatica del nostro Paese. Una manovra di proporzioni impressionanti che la natura ha posto in essere nel giro di una manciata di ore, forse qualche giorno, nel silenzio più assoluto e all'insaputa di tutti, all'infuori di noi che, dalla nostra postazione, mastichiamo ogni giorno più meteo che pane.

Perchè l'alta pressione è sparita e ora al suo posto ritroviamo un canale depressionario apparentemente tenace quanto il vecchio anticiclone? Punto primo: l'alta pressione non è sparita. Le alte pressioni sono solo un'anello della complessa catena climatica. Le masse d'aria calda che si infilano nelle alte pressioni sono quelle destinate a prendere la via delle alte latitudini dove il loro compito è quello di riscaldare le guance del Pianeta più fredde.

Viceversa le saccature polari, figure di pressione speculari e inverse, percorrono il tragitto opposto proiettandosi verso le basse latitudini dove pongono un freno all'eccessivo riscaldamento solare. Come vedete alte e basse pressioni sono figure che subiscono una mutua amplificazione, ovvero nascono e sopravvivono grazie ad un vicendevole scambio di energia tridimensionale che passa dalle une attraverso le altre. Le possiamo immaginare come le onde del mare: non ci sono creste d'onda senza cavi d'onda e, in effetti, proprio di onde si tratta ma di onde fatte di aria.

Come le onde del mare anche quelle dell'aria si propagano lungo grandi distanze trasformandosi e rimodellandosi. La loro direzione di propagazione è da ovest verso est, ovvero il senso delle correnti occidentali delle medie latitudini. Più queste onde sono lunghe, più sono lente nella loro progressione. Possono così insistere sulle medesime zone per diverse settimane e, negli ultimi anni, abbiamo visto blocchi pulsanti durati alla fine anche diversi mesi.

Ricordate lo scorso mese di febbraio, il più gelido degli ultimi decenni? Ebbene l'Italia (e gran parte dell'Europa) erano state interessate da una vasta onda depressionaria collegata al vortice polare. Il tutto si è poi riassorbito lasciando spazio all'onda successiva, un'onda anticiclonica. Il mese di marzo è quindi trascorso sotto il dominio di questo ciclope del bel tempo che ha aggravato il problema della siccità pregressa su alcune regioni d'Italia, fenomeno che era stata originato da un precedente treno d'onda anticiclonico invernale.

Ora è arrivato aprile e anche quest'onda anticiclonica ha segnato il passo progredendo verso levante. In Russia ora fa caldo per la stagione, qui invece piove spesso ed è tornata la neve anche a quote basse per il periodo. E' perchè siamo stati raggiunti dall'onda ancora successiva, naturalmente depressionaria. Guardatela qui a fianco, bella pomposa là su tutte le nostre carte. E' l'ora della pioggia, ma fino a quando?

Fino al prossimo treno d'onda, naturalmente anticiclonico, che sembra prospettarsi tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio. Come vedete la cadenza è al momento abbastanza regolare e questo è un bene, dato che dispensa una benefica alternanza meteo-climatica sul nostro Paese, il quale gode di un clima giustappunto temperato. Quelli che fanno paura sono i blocchi. Li gli anticicloni arrivano e rimangono, prima ci accontentano con il bel tempo, poi ci annoiano con giornate tutte uguali e infine ci stremano con aria inquinata e siccità.

Per fortuna sappiamo che il cielo sopra di noi prima o poi cambierà di nuovo non si sa quando nè dove ma sappiamo che cambierà...


Autore : Luca Angelini

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