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Nubifragi in Salento: ecco le possibili cause

Il Salento, per la sua posizione geografica, risulta crocevia di venti che provengono a volte da direzioni opposte, alimentati in autunno da mari ancora molto caldi. Da qui, se le condizioni sinottiche lo consentono, lo sviluppo di temporali e nubifragi.

Sotto la lente - 9 Ottobre 2013, ore 09.24

 Certo qui c'entra anche la delicatezza ormai ben nota a noi tutti, del territorio italiano. Malgrado ciò la violenza dei fenomeni atmosferici su talune zone d'Italia possono venire ulteriormente esaltati sino a degenerare in nubifragi o addirittura in alluvioni, per via di particolari processi fisici che avvengono su diverse scale meteorologiche, su particolari conformazioni del territorio.

Prendiamo ad esempio il Salento, teatro dei recenti tragici fatti di cronaca nera derivati dal maltempo: una lingua di terra protesa verso mari caldi, con un giro di venti che tende a convergere verso l'asse centrale della regione, innescando imponenti moti verticali. La linea di convergenza Salentina è il termine tecnico che descrive appunto questo processo, il quale fornisce valore aggiunto ad una situazione sinottica di tempo perturbato quale causa predisponente.

Dal dire al fare ci vuole poco: gli ammassi nuvolosi nascono come dal nulla, crescono e degenerano in veri e proprio mostri del cielo. I fenomeni oltretutto si abbattono su territori fragili, magari ancora induriti dalla lunga siccità estiva, e che mal si prestano ad assorbire le enormi quantità d'acqua in caduta. 

I risultati sono poi sotto gli occhi di tutti: allagamenti, distruzione, morti, dispersi. Il solito bollettino di guerra. Qui i cambiamenti climatici non c'entrano, forse sarebbe più opportuno guardare prima più vicino a noi, dare maggiore attenzione alla corretta gestione delle risorse concesseci dai nostri territori. Il maltempo ci sarà sempre, riuscire ad arginare i danni partendo da casa nostra sarebbe già un ottimo passo in avanti.


Autore : Luca Angelini

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