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NON INVERNO: le novità e le strade possibili per uscirne

Per ora si conferma un periodo più freddo nella seconda decade di gennaio, ma niente di trascendentale. Occhi intanto sempre puntati sulle dinamiche stratosferiche, che suggeriscono alcune via d'uscita per un inverno vero.

Sotto la lente - 4 Gennaio 2014, ore 12.10

 Avremmo potuto stupirvi con effetti davvero speciali, magari proporre per l'Europa qualcosa di simile a quanto sta accadendo nel nord America (vedi immagine qui a fianco). Tuttavia anche per chi come noi che scriviamo su queste pagine con un animo (concedetecelo) freddofilo, è fondamentale sognare ma con i piedi ben piantati per terra.

Questo presuppone di liberarci dalle emozioni e calarci in analisi concrete e reali, magari a costo di perdere tanti lettori, tanti quanti, come noi, vorrebbero vedere finalmente decollare questo anonimo inverno. E allora andiamo a vedere che novità ci sono sulle linee di tendenza a lungo termine.

Primo passo, analisi delle dinamiche stratosferiche:

Poche novità a riguardo. L'asse della vorticità polare rimarrà disteso tra la Siberia orientale e il nord-America, leggermente sbilanciato verso quest'ultimo settore. Un lieve flusso di calore sul lato atlantico, quello che è noto agli addetti ai lavori come " amplificazione della wave 1", disturberà appena l'ellisse della vorticità polare e, alla luce degli ultimi aggiornamenti, pare non avrà la forza necessaria per separarne la struttura in due lobi.

Secondo passo, analisi delle dinamiche troposferiche:

Come già sottolineato in più occasioni, lo sfarfallamento delle code dei modelli deterministici, implicano una risposta a quanto avverrà in stratosfera, pur non fornendo ancora la soluzione finale. Oggi (sabato 4) è il modello americano che fa retromarcia al contrario di quello inglese, che torna a disegnare un'alta pressione anomala alle alte latitudini euro-atlantiche. Vedete? Tutto come vi avevamo previsto, con i modelli deterministici che prima danno e poi tolgono.

Intanto però i giorni passano. La risaputa stabilità delle dinamiche stratosferiche, anche alla luce dell'indice polare NAM, ancora su valori fuori soglia massima, sia a parere del Prof. Martineau che della Prof.ssa Labitzke (i maggiori ricercatori delle dinamiche stratosferiche), non fa pensare a cambiamenti sostanziali in brevi periodi.

Fatto sta che nella seconda decade di gennaio si conferma che qualcosa comunque cambierà. Arriverà aria certamente più fredda ma non basterà, a nostro parere, a riscattare, almeno per ora, le sorti dell'inverno. In altre parole freddo si, gelo no, non ancora per lo meno. La strada per uscirne?

Beh, in linea teorica non riuscendo a funzionare a dovere il meccanismo della retrogressione (il gelo in arrivo da est), potrebbe essere utile agganciare il gelo che ha sfondato ad ovest, ovvero sul Canada. Un rallentamento del vortice polare, così come è nelle previsioni stratosferiche, potrebbe tornare utile laddove le vorticità canadesi riuscissero a sprofondare verso il medio Atlantico.

Potrebbe così aprirsi la strada per irruzioni di aria artica marittima, magari pronta ad inserirsi dalla porta del Rodano, in seno alle classiche saccature con asse negativamente inclinato, situazioni che si accompagnano a condizioni di forte maltempo (ecco che nascerebbero le occasioni di neve). Un quadro che, tra l'altro, andrebbe in fase con il prosieguo della stagione, by-passando di fatto la penuria di innevamento continentale europeo.

Morale: per la seconda decade di gennaio aspettiamoci un clima più freddo, certamente più consono alla stagione rispetto all'attuale fase di eterno autunno. Per il gelo ci sarà ancora da lavorare, puntando magari gli occhi su quanto avverrà nella regione canadese, vera testata d'angolo per la buona riuscita dell'inverno 2013-14 anche nel nostro angolo di mondo.

 


Autore : Luca Angelini

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