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Neve agli sgoccioli sulle nostre montagne

Una breve panoramica sulle situazione nevosa sulle nostre montagne. Alla chiusura della stagione sciistica, si pensa ai mesi futuri con la preoccupazione di serie fasi siccitose.

Sotto la lente - 20 Aprile 2007, ore 09.40

Resiste la neve a quote piuttosto elevate, mentre sotto i 2000m si appresta a sparire, lasiando il posto ai verdi alpeggi. Le nevicate della scorsa stagione invernale sono risultate piuttosto scarse e le alte temperature hanno contribuito ad assottigliare progressivamente il manto nevoso. Sulle Alpi centro-occidentali a quote medie, il persistere delle temperature positive sia durante le ore diurne che notturne, favorisce un graduale e continuo scioglimento della porzione superficiale del manto, con la conseguente percolazione di acqua all'interno dello stesso e dove lo spessore è minore fino a raggiungere il suolo. Nei versanti esposti a Sud, alle quote fino ai 2000 m la neve non è presente, mentre alle quote comprese tra i 2000 m e i 2300 m la neve è presente a chiazze. L'altezza media del manto nevoso è di 10-20 cm a quote comprese tra 2000-2300 metri, superata tale quota l'altezza massima è di circa 30-70 cm nei versanti ove l'azione solare non influenza direttamente il manto. Anche sul Trentino Alto Adige in seguito all'aumento delle temperature il manto nevoso tende rapidamente a ridursi. La neve al suolo è presente con continuità a partire dai 1800 metri di quota nei versanti all'ombra; mentre nei versanti più soleggiati oltre i 2200 metri di quota. Sulle Alpi orientali la copertura nevosa del territorio è continua nei versanti in ombra sopra i 1500 metri e sopra i 1700 nelle Prealpi; nei versanti esposti al sole sopra i 1800 metri con spessori minimi nelle Alpi ed assente nelle Prealpi. Le elevate temperature, positive anche nell'arco notturno, hanno ridotto notevolmente lo spessore del manto nevoso che è generalmente costituito da strati ben consolidati con caratteristiche tipicamente primaverili, caratterizzato in superficie dalla presenza di una crosta da fusione e rigelo portante durante le prime ore della giornata. Attualmente gli spessori del manto nevoso sopra 1600 metri sono mediamente di 60 cm sulle Alpi Giulie (con valori di 180 cm al Rif. Gilberti), 30 cm sulle Alpi Carniche orientali e di 50 cm sulle Alpi Carniche occidentali. In Appennino la neve è presente esclusivamente a quote molto elevate: 13cm sul Monte Cimone a 2165 metri di altezza, 5 cm di neve sul Monte Scuro, sulla Sila, a 1720 metri di quota, mentre risultano ancora aperti gli impianti sciistici a Campo Imperatore, sul Gran Sasso grazie anche alla sua elevata altitudine oltre i 1900 metri di quota. Come appare evidente la situazione non è delle migliori, con le riserve idriche ridotte all'osso e le avvisaglie di una fase siccitosa piuttosto seria. I nostri invasi accusano già un deficit idrico del 40 per cento specialmente quelli del nord ovest e della pianura padana. Considerando che le perturbazioni continuano a latitare, bloccate dallo scudo altopressorio, almeno sino a fine mese non si vede una seria via di uscita e si rischia quindi di dover fare i conti con una stagione estiva dai risvolti drammatici. Si potrebbe rendere necessario a breve un piano d'emergenza dove vengano gestiti tutti i soggetti pubblici e privati in qualche modo coinvolti nella gestione delle risorse idriche, per ridurre sprechi e ottimizzare le poche riserve a disposizione.

Autore : Luca Savorani

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