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Muro del Foehn: ma quanto è lungo!

Non sempre una barriera montuosa riesce a bloccare un flusso perpendicolare ad essa. Alcuni elementi fisici provvedono ad agevolare la manovra di scavalcamento e il conseguente sfondamento dei fenomeni anche sui versanti posti potenzialmente al riparo.

Sotto la lente - 11 Novembre 2013, ore 12.57

Sfonda o non sfonda? Quando il vento che irrompe sulle nostre città arriva dalle montagne e prende il nome di Favonio, ha già subìto una innumerevole serie di processi fisici. Quello che a noi serve sapere, sia in sede di previsione che da un punto di vista pratico, è capire quanto ci ripareranno le nostre montagne dalle masse nuvolose che si addossano lungo i versanti opposti e che, spesso, portano anche piogge e nevicate.

Supponendo di trovarci sulle Alpi, ma il discorso è estensibile benissimo anche alla catena appenninica, i venti che provengono da nord incidono in modo quasi perpendicolare ed, essendo in origine freddi, sono costretti a salire forzatamente i versanti esteri con relativa condensazione di nubi ed eventuali precipitazioni. L'entita dei fenomeni sarà proporzionale all'umidità della massa d'aria in origine.

Ma come facciamo a sapere se questi fenomeni rimarranno oltre la cresta o sconfineranno sulle nostre regioni? Due sono gli elementi da considerare: primo, lo spessore verticale della massa d'aria e la sua stabilità; laddove ci trovassimo dinnanzi ad aria polare marittima, quindi di notevole spessore e magari anche instabile, la cresta alpina si farà sfuggire diverse frange nuvolose che poi disegneranno nei cieli dei nostri versanti, della val Padana (ma anche oltre), le tipiche nubi orografiche, ossia altocumuli e altostrati, a volte di forma bizzarra come i famosi "pesci del Foehn".

Il secondo elemento che rischia di fare allungare addirittura il muro nuvoloso, noto anche come "muro del Foehn", sui nostri versanti, è la potenza della corrente a getto. Laddove ci trovassimo dinnanzi a notevoli massimi di vento presenti in alta troposfera (asse della Corrente a Getto), le frange nuvolose svuluppatesi lungo le creste alpine tenderanno ad essere trasportate per diversi chilometri verso sud, fino a coinvolgere anche buona parte dei versanti sud-alpini con precipitazioni portate da settentrione ben oltre la linea di cresta.

Questi due elementi andranno attentamente considerati nel caso in cui si abbiano in previsione attività all'aria aperta lungo l'arco alpino, poichè lo sfondamento del muro del Foehn può portare fenomeni inaspettati anche nelle valli normalmente poste al riparo. In inverno sono da mettere in conto anche violente bufere di neve, esaltate dalla caratteristica azione di risucchio provocata dallo stramazzo del vento, bufere addirittura più violente di quelle che si manifestano sul versante sopravvento dove lo sbarramento provoca al contrario un rallentamento delle correnti, con precipitazioni sicuramente più copiose ma certamente meno "cattive".


Autore : Luca Angelini

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