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MOLTA NEVE in arrivo sui versanti esteri delle Alpi

Saranno due le perturbazioni che investiranno in sequenza l'arco alpino tra lunedi e mercoledi. La prima interesserà principalmente i versanti italiani, la seconda si porterà anche su quelli esteri

Sotto la lente - 10 Marzo 2008, ore 10.40

Arrivano le nevicate sulle Alpi. Quando si mette in moto la macchina atlantica è proprio l'arco alpino a trovarsi in prima fila nell'accogliere i maggiori accumuli del prezioso manto bianco. La neve che cade in questo periodo riveste inoltre un'importanza particolare sia per quanto concerne le riserve idriche disponibili nella prossima estate, sia per il rifornimento dei ghiacciai d'alta quota che necessitano di uno spessore nevoso sufficiente in vista del periodo ablativo. Due le perturbazioni in arrivo sulla nostra Penisola e due distinte occasioni per fare il pieno di neve sulle nostre montagne. Il primo corpo nuvoloso non si rivelerà particolarmente incisivo, tuttavia le precipitazioni non mancheranno e impegneranno principalmente i versanti alpini meridionali. I fiocchi bianchi cadranno oltre i 900-1100 metri in particolare sui settori alpini centro-orientali, anche se nella fase iniziale l'Alto Adige soffrirà la sua posizione troppo settentrionale posta al riparo parziale delle Dolomiti. Nella notte su martedi ecco di gran carriera sopraggiungere la seconda perturbazione, collegata alla profondissima depressione "Johanna". Teniamo in considerazione che nel frattempo l'anticiclone avrà guadagnato terreno sul Mediterraneo e confinerà presto i fenomeni più rilevanti sui versanti esteri. Ecco infatti le correnti ruotare a nord-ovest e addossare forti nevicate sulle Alpi francesi, svizzere, austriache ma, dato l'angolo di incidenza della perturbazione e delle correnti ad essa associate, gli apporti maggiori si registreranno a ridosso del gruppo del Monte Bianco dove, oltre i 1800-2000 metri potrà anche accumularsi 1 metro e mezzo di neve fresca. I venti in quota orientati tra ovest e nord-ovest proteggeranno per gran parte i versanti italiani grazie ad un evidente effetto favonico, con il foehn che si librerà fin sulla pianura Padana. La forza degli stessi potrà tuttavia spingere il cosiddetto "muro del feohn" anche oltre le creste spartiacque. L'alta valle d'Aosta si troverà in questo caso favorita dalle precipitazioni. La neve potrà imbiancare in modo particolare Courmayeur e la val Ferret nella prima fase, mentre tra mercoledi e giovedi l'aria mite in arrivo dall'oceano rialzerà lo zero termico portando i fiocchi a cadere solo oltre i 1700 metri circa. A fine evento non sarà da sottovalutare la notevole instabilità del manto nevoso dovuto sia all'entità delle precipitazioni che alla quantità di neve accumulata dal vento in questo settore alpino. Saranno possibili dunque slavine e episodi valangosi da lastrone non solo sui pendii ripidi ma anche su quelli a media pendenza, specialmente se rivolti verso i quadranti orientali e meridionali.

Autore : Luca Angelini

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