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Mese di novembre: lo scenario invernale che non ti aspetti?

Proviamo a dare un'occhiata all'evoluzione che potrebbe caratterizzare il mese di novembre; le grandi ondulazioni di stampo nord-atlantico concederanno qualcosa anche alle medie latitudini (magari portando i primi episodi invernali della stagione) oppure resteremo sotto l'algida protezione dell'anticiclone?

Sotto la lente - 31 Ottobre 2013, ore 12.15

Carpire quali saranno le mosse delle figure bariche sullo scacchiere europeo con l'arrivo di novembre, risulta attualmente di difficile inquadramento. Da un lato abbiamo infatti un Vortice Polare che andrà rinforzandosi senza dubire nessun grosso scossone, da un lato abbiamo modelli deterministici a lungo termine che stringono l'occhiolino sulla possibilità che novembre possa riservarci l'arrivo di un periodo piuttosto movimentato, causato da una possibile ingerenza ciclonica nord-atlantica alle medie latitudini.

Come potrebbe avvenire tutto questo?

Esplorando tra i cluster del modello americano, diversi run deterministici di previsione, relativi alla prima metà di novembre, mettono in evidenza una certa ondulazione del trottolone ciclonico che imperversa (ed imperverserà) alle alte latitudini nord-atlantiche. Si tratta di fasce depressionarie caratterizzate dalla massiccia presenza di aria fredda in quota, ma con scarsa rispondenza tra quelle che sono le temperature al suolo e quelli che sono i valori termici in quota. Queste masse d'aria tendono a generare molta instabilità poichè caratterizzate da un elevato gradiente termico verticale, che porta fisiologicamente alla nascita di movimenti ascendenti dell'aria e depressioni. 

L'Italia potrebbe venire a trovarsi sul lato discendente di semi-onde cicloniche che scivolerebbero sul fianco orientale dell'alta pressione delle Azzorre, arroccata sull'Europa occidentale. Si tratta di uno schema certamente non raro nel nostro continente ma che potrebbe portare effetti ben diversi a seconda della posizione assunta dall'alta pressione. 

La presenza dell'anticiclone in posizione più defilata sull'oceano Atlantico, potrebbe portare degli episodi favonici sulle pianure settentrionali italiane, con conseguente crollo dell'umidità associato ad un crollo altrettanto vistoso del dew point (temperatura di rugiada). 

Portando "avanti" questo ragionamento, se questo tipo di circolazione dovesse prendere il sopravvento durante tutto il corso di novembre, sarebbero auspicabili le prime nevicate a bassa quota al nord già entro la terza decade di novembre, nevicate che potrebbero tranquillamente intervenire al termine di una fase favonica "fresca", cui si sovrapporrebbe aria umida mediterranea messa a disposizione dalla depressione successiva. 

Occorre come sempre ricordare che stiamo discutendo su evoluzioni a lungo termine, caratterizzate da una bassa predicibilità. Su questo articolo abbiamo discusso delle possibili conseguenze in chiave invernale che possono avere delle circolazioni nord-occidentali durante il mese di novembre, lungi dal voler essere delle vere e proprie previsioni. 


Autore : William Demasi

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