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MEDITIAMO: senza lo smog il riscaldamento attuale potrebbe risultare più violento

Molti opinionisti e anche autorevoli scienziati si erano già espressi in tal senso, ora arriva la confortante conferma ufficiale.

Sotto la lente - 26 Gennaio 2007, ore 09.55

Se non ci fosse lo smog, soprattutto quello da polveri sottili, il riscaldamento attuale potrebbe essere piu' violento. Sono queste le conclusioni a cui sono arrivati molti illustri studiosi. Certo potrebbe trattarsi di un effetto "maschera" più che di una attenuazione ma anche di questo eravamo ormai tutti consapevoli. Leggiamo una nota che verrà sicuramente ripresa da tutti i media: "insomma, se non ci fosse l'inquinamento da polveri, in parte naturale, in parte prodotto dall'uomo, la situazione climatica planetaria potrebbe essere piu' preoccupante di quella attuale". Sinceramente però non possiamo parlare di inquinamento da polveri vulcaniche giacchè è la Terra stessa a produrla senza il contributo umano. Da sempre le eruzioni vulcaniche hanno condizionato il clima in modo NATURALE, senza che ciò suonasse come negativo, fa parte della storia del clima punto e basta. E' assolutamente veritiero ciò che si legge in un'altra nota che nessuno mette in risalto, specie chi è schiavo delle ideologie, perchè si entrerebbe in un vicolo cieco e nessuno vorrebbe più fare nulla contro l'inquinamento: "gli sforzi per ridurre l'inquinamento potrebbero smascherare l'effetto delle nubi di polvere e portare a una amplificazione del riscaldamento globale nei prossimi decenni". Per William Lau, capo del Laboratorio dell'atmosfera Nasa, le polveri schermano almeno il 10% della media delle radiazioni solari, mentre per Gian Paolo Gobbi dell'Istituto di scienze dell'atmosfera del CNR l'areosol, l'insieme di particelle sospese composte da nitrati, polveri, carbone, ceneri, arriva a fermare un quarto della radiazione solare. Questa massa di inquinanti puo' "ridurre di almeno del 10% la media della radiazione solare che raggiunge la superficie terrestre, producendo un effetto di raffreddamento globale che si oppone all'effetto serra", spiega Lau. Ora però si aggiunge un fatto nuovo, MOLTO IMPORTANTE: "nonostante l'areosol faccia crescere il numero di nuclei di condensazione delle nubi- aggiunge il capo del Laboratorio Nasa- prolunga nello stesso tempo la vita delle nuvole e inibisce la realizzazione delle gocce di pioggia". Insomma con l'attuale concentrazione di polveri stiamo sperimentando: 1 meno pioggia 2 radiazione solare meno intensa, aumento termico frenato 3 in ogni caso più nuvole e dunque più caldo Davvero un circolo vizioso! Resta però sempre da capire quanto il clima stia cambiando di suo e quanto il calore possa influenzare la concentrazione di anidride carbonica nell'aria.

Autore : Report di Alessio Grosso

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