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Lungo termine: blocco atlantico ed ancora rischio instabilità?

La circolazione atmosferica sembra voler mutare nuovamente.

Sotto la lente - 27 Aprile 2006, ore 17.25

Siamo abituati a parlare di blocchi nella stagione invernale, quando può capitare che si generino mastodontici campi di alta pressione che si ergono sull'Oceano Atlantico dai Tropici fin quasi al Polo, figure capaci appunto di bloccare il passaggio delle perturbazioni oceaniche ed impedirne il transito sull'Europa. La conseguenza più ricorrente di questa situazione però non è un tipo di tempo stabile e soleggiato, anzi, solitamente l'anticiclone si pone in posizione tale da pilotare aria fredda verso il Mediterraneo e l'Italia, dove il tempo diventa perturbato e freddo. Qualcosa di simile si può comunque ritrovare in altre stagioni; magari la durata e l'estensione del blocco non saranno comparabili, e quindi non si potrà parlare di vera e propria struttura di "blocking", come è stata definita a livello internazionale, tuttavia gli effetti sull'Italia sono molto simili. E' quello che in pratica succederà nei primi mesi di maggio, solo che in questo caso avremo tre fasi distinte: - nella prima, fra il 2 ed il 4 maggio, l'anticiclone di blocco si sposterà molto ad ovest rispetto alla configurazione tipica, addirittura raggiungendo Terranova; quindi una profonda saccatura colma di aria fredda in quota scenderà dalla Groenlandia verso il Portogallo ed il vicino Oceano, portando sull'Italia una temporanea leggera attenuazione dell'instabilità ed aria più mite. - Fra il 5 ed il 6 maggio il blocco si sgretolerà, anche se temporaneamente; difatti l'anticiclone di Terranova si indebolirà, la saccatura evolverà leggermente verso est e riuscirà a sganciare una goccia fredda che si insedierà nel Mediterraneo, riportando un cambiamento del tempo sull'Italia. - Fra il 7 ed il 9 maggio l'anticiclone di blocco tornerà a costituirsi, ma stavolta ad est della saccatura atlantica ed entrando in combutta con un altro campo di alta pressione già presente sulla Scandinavia. Le correnti umide atlantiche quindi rimarranno totalmente tagliate fuori dal Mediterraneo e la goccia fredda già presente sul Mare Nostrum potrà così continuare ad alimentarsi risucchiando aria più fredda dall'Artico Asiatico, rinnovando le condizioni di tempo instabile al sud e su buona parte del centro Italia. Nel settentrione invece ci dovrebbe essere un certo miglioramento.

Autore : Lorenzo Catania

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