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Lago caldo oltre l'Artico canadese, inverno deviato verso l'Europa?

La disastrosa estate appena trascorsa ha ferito gravemente l'orgoglio Artico e il ghiaccio stenta a riformarsi sulla guancia polare al di là del Circolo. Quali saranno le possibili conseguenze sull'Europa?

Sotto la lente - 19 Ottobre 2012, ore 07.12

Lungi da noi trarre frettolose conclusioni ma un'estate come quella del 2012 è stata sicuramente disastrosa per il Mar Glaciale Artico. Una serie di fattori concomitanti hanno messo a dura prova la banchisa polare soprattutto, ma non solo, dal lato atlantico. Prima l'abbondante afflusso di acque dolci provenienti dai fiumi canadesi colmati da piogge, poi la formazione di una anomalia quasi cronica del geopotenziale alle latitudini polari che ha incrementato il soleggiamento sopra al pack.

Poco, se così si può dire, è bastato per provocare il generale collassamento della copertura glaciale mettendo a nudo la superficie marina la quale ha iniziato anche a riscaldarsi. Essendo il sistema oceano-atmosfera strettamente legato da azioni reciproche di causa effetto, siamo portati a pensare che una tale anomalia possa indubbiamente avere un impatto non indifferente anche sulle configurazioni pressorie dell'intero emisfero, soprattutto in considerazione del fatto che ad oggi in quel braccio di mare (vedasi in figura la situazione attorno alla Groenlandia) la banchisa non ce la fa e sta lasciando ancora allo scoperto molti, troppi chilometri quadrati.

La causa che mantiene tuttora quel settore sgombro dai ghiacci potrebbe ricercarsi in una persistente anomalia barica al di sopra del Polo Nord, dove notiamo un vortice polare gravemente ferito proprio su quel settore a causa di una vigorosa rimonta anticiclonica a cuore caldo che si sta sviluppando sopra l'Isola di ghiaccio.  

Le forzanti climatiche attualmente in atto, unitamente a quelle previste per i prossimi mesi, pare potranno favorire un prosieguo di questo stato di cose, tanto che si potrebbe ipotizzare addirittura uno sbilanciamento del vortice polare sul lato europeo proprio nel cuoe del prossimo inverno. L'attuale andamento dei venti d'alta quota, come segnalatoci dall'indice stratosferico QBO (Oscillazione Biennale del vento in stratosfera) ci induce a pensare ad una possibile deviazione retrograda del blocco freddo dalla Siberia orientale verso la Mitteleuropa.

Se tale manovra andasse in porto, l'inverno avrebbe via libera per irrompere decisamente anche sull'Italia, in particolare sul centro-nord, essendoci la possibilità di aggancio con quella falla di acque più fredde presente intorno alle Isole Britanniche che ha funzionato ultimamente da catalizzatore per i passaggi perturbati e le eventuali ciclogenesi sul nostro Paese.


Autore : Luca Angelini

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