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La tromba d’aria su Roma: i motivi della sua formazione

Al momento della formazione della tromba d'aria erano presenti quasi tutti gli elementi meteorologici favorevoli alla sua nascita; addirittura non si può escludere che si sia sviluppata una vera e propria supercella.

Sotto la lente - 30 Ottobre 2003, ore 15.45

La forte instabilità dell’aria presente nella giornata di ieri sull’Italia, come sappiamo ha provocato in alcuni casi fenomeni temporaleschi localmente intensi, accompagnati spesso da forti raffiche di vento; sulla città di Roma addirittura si è assistito alla formazione di una vera e propria tromba d’aria, che ha portato disagi e qualche danno anche in prossimità del Grande Raccordo Anulare. Ma a cosa è stata dovuta la sua formazione? Innanzitutto sulla verticale della città, al momento della nascita del fenomeno vorticoso (nella tarda mattinata), erano presenti molte delle condizioni più favorevoli allo sviluppo di una tromba d’aria: 1) Uno shear verticale (una rotazione ed una diversa velocità dei venti al variare della quota) positivo, ovvero in senso orario andando verso dal basso verso l’alto. 2) Una intensa corrente a getto (quella subtropicale nella fattispecie) che scorreva da ovest verso est pochi chilometri a sud della Capitale; in seno all’intenso flusso d’aria erano anche presenti piccole ondulazioni da nord a sud, che provocavano sensibili quanto temporanei cambiamenti nella velocità del vento alle alte quote sulla verticale della città. 3) Vento debole o totalmente assente al suolo, unito ad una elevata umidità dell’aria ed a temperature relativamente miti. Insomma gli ingredienti erano quasi tutti presenti, quindi lo sviluppo di nubi cumuliformi maestose era quasi “d’obbligo”; fatto sta che uno di questi ammassi nuvolosi ha poi generato la tromba d’aria, approfittando probabilmente anche della presenza di un ulteriore apporto di umidità e calore proveniente proprio dal cuore della città. Data la dinamica della sua formazione, non si può neanche escludere la formazione di una vera e propria supercella, ossia uno di quei cumulonembi che tendono a ruotare su sé stessi, favorendo lo sviluppo un vero e proprio centro di bassa pressione ampio pochi chilometri, ma in grado di generare questi fenomeni vorticosi passando quasi “inosservato”, visto che in particolari circostanze non si hanno piogge o grandinate che accompagnino il temporale. Tuttavia a causa della grande mole di dati raccolti (fotografie, dati su temperatura ed umidità) lo studio attorno a questo fenomeno non è ancora giunto al termine, pertanto non si potranno avere ulteriori dettagli per qualche giorno.

Autore : Redazione

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