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La stagione cambia, il Vortice Polare nella stratosfera si dissolve

Un articolo più approfondito per farvi capire che i più fedeli indici riguardanti l'arrivo della bella stagione non sono solo quelli che ci insegnano a scuola, ma sono molti di più, solo che hanno bisogno di essere seguiti con costanza perché di difficile comprensione.

Sotto la lente - 6 Maggio 2005, ore 11.59

Sono tanti i fattori che ci fanno capire che l'estate sta arrivando, sia dal punto di vista astronomico che meteorologico: si va dal graduale aumento delle temperature al rinforzo dell'anticiclone delle Azzorre sull'Oceano, dal sole sempre più alto sull'orizzonte alle giornate via via più lunghe. Ma ci sono eventi che si verificano puntualmente e rigorosamente ogni anno, che però magari rimangono in secondo piano perché troppo complessi da capire; eppure in loro presenza si può ben dire "l'estate sta per arrivare", con tutte le varianti del caso ovviamente. Stiamo parlando della "morte" del Vortice Polare, quella enorme zona di bassa pressione che in inverno si "alimenta" con il gelo, si sviluppa dal suolo fino ai 50 km di altezza, e comanda le operazioni dal Polo Nord generando perturbazioni a catena seguite da aria fredda; sono proprio queste perturbazioni a portare il brutto tempo ed il freddo sull'Italia durante i mesi da novembre-dicembre a marzo-aprile. Ebbene, dopo la lunga notte polare (fino a 3-4 mesi di buio completo) il sole a febbraio o marzo torna a scaldare l'area polare a partire dalle alte quote, in particolare da quei 50 km di altezza che rappresentavano il "tetto" del Vortice Polare"; ecco che allora il Vortice stesso inizia ad indebolirsi e lentamente lascia il posto ad un suo antagonista, un campo di alta pressione, che con gradualità si estende verso il basso, fino ai 40 km di altezza, poi verso i 30, i 20, infine arriva ai 10 km di quota attorno al mese di giugno, irrobustendosi e confinando il Vortice Polare agli strati più bassi dell'atmosfera, da dove può generare perturbazioni più deboli, che a fatica riescono a raggiungere l'Europa meridionale e l'Italia. Ecco perché d'estate prevale il sole, e le eventuali fasi di brutto tempo durano poche ore. Ebbene proprio in questi giorni l'alta pressione polare di cui parliamo è già arrivata fino ai 20 km di quota, quindi ha in buona parte portato a termine il suo progetto di conquista del Polo Nord. Insomma, quello che vogliamo dirvi è che non dovete preoccuparvi se in questi giorni non sentite caldo o se il cielo non promette nulla di buono, la stagione sta progredendo secondo i canoni imposti dall'Astronomia e la Meteorologia; la primavera, si sa, è un po' pazzerella, alterna periodi di caldo e bel tempo ad altri con piogge e magari temporali, ma dopo poche settimane lascia il posto al tempo estivo, quello che piace tanto ai vacanzieri.

Autore : Lorenzo Catania

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