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La neve al suolo? Può sparire anche senza sciogliersi

Esistono particolari processi, magari non proprio intuitivi, per mezzo dei quali la neve evapora e sublima e quindi il suo spessore si assottiglia anche con temperature prossime o inferiori allo zero.

Sotto la lente - 12 Febbraio 2013, ore 09.08

Temperature sotto lo zero? Niente paura la neve, per poca che sia, non se ne va. E' quello che avranno pensato molti in questi giorni caratterizzati da basse temperature, credendo di poter contare su quel paio di nevicate per essere a posto per diversi giorni. E invece no, perchè?


Dovete sapere che la neve depositata al suolo, va incontro ad una complessa serie di processi fisici che ne trasformano profondamente le caratteristiche originarie. Anche la neve evapora. Come fa ad evaporare un solido? In realtà sono solo le molecole d'acqua intrappolate entro i nostri fiocchi di neve che evaporano. E' un processo che avviene soprattutto a temperature prossime allo zero, quando la neve contiene al suo interno alcuni elementi di acqua.

A temperature sotto lo zero invece la neve soprattutto sublima: cosa significa? Significa che, in caso di aria secca pur con temperature prossime allo zero, il manto nevoso si assottiglia senza fondere. E allora dove va a finire quella neve? Passa all'aria, ovvero dallo stato solido a quello gassoso.


Lo fa perchè perde l'umidità al suo interno. Se la neve fresca è formata da agglomerati cristallini inframezzati da numerose intercapedini di aria, la neve vecchia tende invece a formare uno strato più compatto per via dell'umidità contenuta al suo interno. Proprio questa umidità viene ceduta all'atmosfera ed ecco che la nostra neve perde di spessore, pur molto lentamente.


Anche l'eventuale presenza di vento frequente, può essere deleteria per il nostro manto nevoso. L'erosione eolica è un processo importante: la neve portata via dal vento è molta di più di quanto si possa pensare e fa in modo che il nostro manto bianco non sia eterno, così come potremmo credere quando la temperatura rimane sotto lo zero. La mancanza prolungata di ulteriori precipitazioni dopo una nevicata e la presenza molto frequente di venti secchi, pur in ambiente prossimo o addirittura sotto lo zero (come accade soprattutto in montagna), provoca un lento ma inesorabile "consumo" della neve al suolo. 

Poi arriverà il sole, ma quella sarà un'altra storia ancora...
 


Autore : Luca Angelini

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