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La dinamica della goccia fredda in arrivo da est

Come si muoverà? Con quali intenzioni arriverà sull’Italia? Ci sono analogie con la perturbazione che colpì l’Italia il 13 Dicembre scorso portando nevicate copiose?

Sotto la lente - 9 Settembre 2002, ore 15.30

La perturbazione di cui abbiamo già parlato ampiamente in altri articoli sta per partire dalle latitudini artiche alla volta dell’Europa orientale. Seguirà un percorso inusuale, poco frequentato dalla maggior parte dei sistemi frontali che investono l’Europa: già stasera la Norvegia orientale e la Carelia si ritroveranno a fare i conti con il fronte freddo, che gradualmente scenderà verso la parte più meridionale della Penisola Scandinava. Nel corso della giornata di domani, mentre il centro motore della depressione rimarrà sulla Nuova Zemlja, una lunga “lingua” di aria fredda si protenderà gradualmente verso l’Estonia, la Lettonia e la Bielorussia, dove porterà un brusco abbassamento delle temperature. E’ nella giornata di mercoledì che però si formerà un minimo secondario nella zona di Mosca; questo prenderà sempre più importanza, fino a che giovedì non si ritroverà isolato alle quote medio-alte, mentre al suolo verrà ancora alimentato da forti correnti orientali. Questa distribuzione dei venti porterà la “goccia” a migrare verso l’Ucraina per poi rimanere bloccata sul posto per diversi giorni; le correnti fresche di conseguenza continueranno ancora per qualche decina di ore ad estendersi verso ovest arrivando ad investire la nostra Penisola, grazie anche alla collaborazione di un’altra goccia fredda, che nel frattempo si sarà stabilizzata fra la Francia orientale e la Svizzera, dove adesso sta agendo una intensa perturbazione. I suoi effetti saranno molteplici, ma per quanto ci riguarda dovrebbe portare già da mercoledì alcuni temporali al nord, specie sul settore orientale, e diversi addensamenti sui monti, provocati dai possibili venti tesi orientali. Nello scorso inverno avemmo un episodio simile, che portò a copiose nevicate su molte regioni del centro-nord; in quel caso però la goccia fredda in quota era molto più intensa e stretta; arrivò “sparata” sulla nostra Penisola, provocando un repentino calo della temperatura in quota e quindi portando alla formazione improvvisa di numerose cellule temporalesche foriere di nevicate. La somiglianza con quell’episodio sta nella posizione della fascia anticiclonica: anche in quel caso era disposta sui paralleli settentrionali europei e poté contare sull’appoggio logistico fondamentale di un anticiclone russo-siberiano piuttosto esteso. Chiaramente le temperature sia sul Mediterraneo che sulla Russia erano completamente diverse, ma date le forti correnti in quota, non potranno essere escluse le prime locali e deboli nevicate sulle Alpi orientali e sull’Appennino centrale oltre i 2300-2500 metri, fra venerdì e sabato.

Autore : Lorenzo Catania

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