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L’uragano “Isabel” minaccia Washington

Un intenso ciclone tropicale sta muovendosi dall’Atlantico centrale verso le coste statunitensi.

Sotto la lente - 15 Settembre 2003, ore 09.40

Non più tardi di una settimana fa, un esteso ammasso temporalesco generatosi sull’Africa centrale in prossimità del Golfo di Guinea, cominciava il suo viaggio verso ovest (sotto la spinta degli Alisei), con obiettivo principale l’Atlantico. Giunto in pieno Oceano, circa duemila chilometri al largo del Senegal, l’ammasso temporalesco ha seguito il destino di molti altri corpi nuvolosi che solitamente transitano in zona in questo periodo con una traiettoria da est ad ovest, sviluppando una depressione sempre più profonda, e cominciando a ruotare su sé stesso in senso antiorario. Verso la metà della settimana scorsa il ciclone è stato classificato come uragano, ed ha continuato ad irrobustirsi costantemente, grazie alla enorme mole di energia offerta da un caldo Oceano Atlantico; la sua “corsa al rialzo” si è conclusa 72 ore fa, quando ila depressione è arrivata alla categoria 5, la più elevata della scala di classificazione dei cicloni tropicali. Da qual momento la potenza dell’uragano si è mantenuta stabile fino ad adesso, distribuendo venti fino a ben 235-245 km/h ( ! ) su una porzione di Oceano non più ampia di 1000 km, sia in latitudine che in longitudine; le onde generate da questo “mostro” hanno impedito a qualunque nave o battello di transitare nell’Atlantico centrale, fino alle Piccole Antille. Nel corso della sua vita l’uragano ha generato un “occhio” molto grande e ben definito, sintomo di una potenza sprigionata veramente spaventosa; addirittura a causa della enorme quantità di energia che la depressione aveva il compito di smaltire, all’interno dell’occhio stesso periodicamente si sono formate altre strutture nuvolose vorticose su scala molto più piccola, strutture che si generano molto raramente, ma che sono caratteristiche dei cicloni tropicali più violenti. Adesso l’uragano sta cominciando ad avvicinarsi alla Florida, ma con tutta probabilità non la toccherà, visto che piegherà verso nord, in direzione delle coste centrali degli Stati Uniti. Gli Stati come North Carolina, Virginia, Washington e New York, dovranno quindi prepararsi al passaggio di una tempesta di vento e pioggia molto intensa; chiaramente l’uragano non si presenterà ancora come “Categoria 5”, in quanto il parziale sconfinamento dello stesso sulla terraferma toglierà un po’ di energia a tutto il sistema, ma è comunque probabile che in alcune zone piuttosto ristrette le raffiche possano raggiungere i 150-160 km/h (soprattutto nel tratto fra Northfolk e Richmond, in Virginia), e le piogge torrenziali sulla costa possano provocare allagamenti estesi e disagi diffusi. C’è da dire che gli abitanti delle coste statunitensi sono abituati al passaggio degli uragani; tuttavia vista la relativa imprevedibilità si “Isabel” in termini di potenza e traiettoria seguita, se non verranno presto prese delle precauzioni, potrebbero esserci anche alcuni danni.

Autore : Lorenzo Catania

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