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L'inverno non sfonda? E' anche colpa del... Pacifico

Alta pressione troppo sbilanciata verso il Canada occidentale spinge un profondo vortice verso l'alto Atlantico. La Corrente a Getto accelera e taglia la testa all'anticiclone atlantico costringendolo a ripiegare sul Mediterraneo.

Sotto la lente - 30 Gennaio 2013, ore 09.31

 Per capire il tempo di casa nostra si può guardare il cielo, affidarsi ai dolori o ai calli, ma si può anche tracciare un'analisi più scientifica e ricercare il vero perchè del cielo che sta sopra di noi.

A tale scopo siamo andati a consultare le mappe che disegnano le anomalie del geopotenziale (pressione atmosferica) in media troposfera, (circa 5500 metri di quota), dove le masse d'aria sono traccianti. Ebbene abbiamo scovato la spina nel fianco dell'inverno italiano: l'alta pressione del Pacifico.

E adesso cos'è questa novità? Nessuna  novità. La circolazione generale dell'atmosfera, soprattutto a livello emisferico, non viaggia a compartimenti stagni ma è tutta legata da una serie di processi fisici ben definiti, l'uno causa dell'altro. Ebbene, lo sbilanciamento dell'alta pressione in sede pacifica, con l'asse spesso puntato sul Canada occidentale, se non addirittura a tratti verso l'Alaska, ha costretto il lobo canadese del vortice polare, già approfondito per via delle vicende avvenute in stratosfera, a spostare il suo asse verso il Labrador e Terranova.

Questa spinta forzata ha creato un forte gradiente (contrasto) tra la circolazione polare e quella delle medie latitudini, con relativa accelerazione della Corrente a Getto Polare diretta verso il nord Europa. Proprio questo tesissimo nastro di vento ha più volte decapitato letteralmente l'alta pressione delle Azzorre,costringendola a sua volta a desistere dal suo intento di raggiungere il Circolo polare e a ripiegare con il suo asse verso l'Europa occidentale.

Ecco che il due lobi del freddo sono rimasti l'uno sui settori centro-orientali del nord America e l'altro sull'estremo est dell'Europa, in particolare sulla Russia. 

Prospettive sul medio-lungo periodo? A detta di alcuni scenari probabilistici, in particolare quelli elaborati dal modello inglese ECMWF, sembra comunque possibile che entro il 6-8 febbraio il Getto tenda a rallentare, permettendo l'incastro tra l'alta atlantica proiettata senza più problemi verso l'Islanda e il lobo siberiano del vortice polare deciso ad avvicinarsi all'Europa centrale. Rimangono dunque in piedi le ipotesi che ci fanno pensare ad un finale di inverno decisamente freddo e disturbato.


Autore : Luca Angelini

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