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L'anticiclone vacilla ma non crolla, cosa ci dobbiamo aspettare?

Il dominio assoluto dell'alta pressione subtropicale inizierà da martedi a dare segnali di cedimento con una timida da inesorabile avanzata delle nubi. Giorni fa si paventava un deciso cambiamento di stampo più propriamente invernale ma qualcosa è cambiato, vediamone il dettaglio

Sotto la lente - 28 Gennaio 2008, ore 09.45

"Due settimane di anticiclone posson bastare, due settimane di alta pressione vogliamo dimenticare..." Parrebbe il ritornello rivisto di una nota canzone del grande Battisti. Più propriamente si tratta invece della sgomenta esclamazione di coloro che si trovano a fine gennaio con lo spauracchio di un inverno già spodestato ad opera di una primavera settimina. Nei giorni scorsi la grande bolla calda subtropicale ha rifilato alla statistica numeri da primato in quanto a forza tuttavia ora si trova sul viale del tramonto incalzata da un'onda perturbata che dal nord Atlantico cerca di infilarsi sull'Europa centrale. Ci riuscirà? La settimana in corso avrà i numeri per apporre un cambiamento alla circolazione e in effetti ciò avverrà ma non nei modi proposti i giorni scorsi dalla maggior parte delle carte in circolazione. L'energia richiesta alle perturbazioni atlantiche per smantellare la possente costruzione anticiclonica sarà immane e i corpi nuvolosi, già stremati dall'indice AMO costantemente in terreno positivo (oscillazione multidecennale delle temperature nord-atlantiche), non avranno vita facile. In più la circolazione generale non gioverà per nulla all'ingresso deciso delle saccature sul bacino del Mediterraneo a causa di un vortice polare sempre troppo forte e di un getto sempre troppo tirato. La traiettoria di provenienza delle correnti in quota e l'arco alpino faranno il resto. Tra mercoledi e giovedi qualche pioviggine da scorrimento caldo prefrontale inumidiranno alcune zone del centro-nord, tuttavia l'ingresso del fronte vero e proprio verrà storpiato dalle Alpi e la massa d'aria fredda si allontanerà dunque velocemente sul nord-est e marginalmente lungo l'Adriatico, mentre il foehn potrebbe tornare a sibilare sul nord-ovest. E l'inverno? Il tempo stringe tuttavia attualmente nè in troposfera nè in stratosfera vi sono segnali chiari che possano far pensare ad un ritorno in grande stile del Generale. E mentre aspettiamo, qualche gemma potrebbe anche fare la sua prima timida comparsa.

Autore : Luca Angelini

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