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Ivan "il Terribile" è ormai su Cuba

L'uragano ha una potenza distruttiva enorme, ma per fortuna il suo occhio sta cercando di evitare il più possibile le isole più grandi.

Sotto la lente - 14 Settembre 2004, ore 10.00

Ci eravamo lasciati pochi giorni fa con l'uragano "Frances" ancora in azione sulla Florida, zona dove si sono registrati danni ingenti, a causa dei venti forti e del mare in tempesta; ma sempre in tale occasione avevamo accennato alla nascita appena avvenuta di un altro uragano, "Ivan", nel bel mezzo dell'Atlantico. Ebbene il ciclone ha seguito la normale rotta imposta dagli Alisei da est verso ovest, in direzione delle coste americane, intensificandosi, e raggiungendo una potenza distruttiva inaudita; subito prima di attaccare Trinidad e Tobago ha raggiunto la categoria 5 (la più elevata), mantenendola lungo tutto il suo viaggio verso la Giamaica e Cuba, e provocando purtroppo più di 70 vittime. Proprio in queste ore l'occhio dell'uragano sta sfilando appena ad ovest del Cabo San Antonio, la propaggine più occidentale di Cuba; la sua pressione centrale ha raggiunto i 908 hPa nella giornata di ieri, ed adesso si è attestata attorno ai 912 hPa. L'aspetto più inquietante riguarda però i venti che soffiano attorno all'occhio stesso in prossimità del suolo; mediamente si hanno correnti fino a 260 km/h, ma le raffiche più forti raggiungono addirittura i 315 km/h! Potete quindi immaginare i danni che il ciclone può fare nel suo passaggio attraverso piccole isole, visto anche l'innalzamento della superficie marina, che nel clou del passaggio di Ivan può raggiungere i 4 metri. Insomma l'uragano si sta rivelando un vero "mostro", il 6° più profondo di tutti i tempi sull'Atlantico, con potenzialità distruttive appena inferiori ad "Andrew" (nel 1993 provocò danni per miliardi di dollari) e "Mitch" (1998), che portò disastri su gran parte del Golfo del Messico. Come si muoverà adesso "Ivan"? Con tutta probabilità una volta superato lo "scoglio" di Cuba, si muoverà verso il Golfo del Messico per poi andare all'attacco della Louisiana e dell'Alabama entro 4-5 giorni; per fortuna che il braccio di mare che l'uragano solcherà in futuro non sarà così caldo come quello incontrato fino ad adesso, quindi le coste statunitensi dovrebbero avere a che fare con un ciclone di categoria 1, al massimo categoria 2. Attenzione però, gli uragani sono le depressioni più subdole che possano svilupparsi sul nostro pianeta, non è semplice riuscire a seguirne l'evoluzione; se siete in partenza per gli Stati Uniti vi consigliamo quindi di informarvi al meglio riguardo possibili chiusure di aeroporti o allarmi meteorologici. Nel frattempo vi informiamo che una nuova depressione tropicale sta nascendo in prossimità di Portorico, e forse investirà le Bahamas come uragano entro 5-6 giorni ...

Autore : Lorenzo Catania

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