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Inverno marzolino alle porte, in arrivo rovesci e temporali nevosi.

Il vivace e turbolento contrasto che accompagnerà l'irruzione fredda ormai prossima potrà innescare anche la formazione di nubi a sviluppo verticale. Saranno pertanto possibili rovesci e locali temporali, anche nevosi.

Sotto la lente - 3 Marzo 2008, ore 09.58

Nelle prossime ore la Natura darà fondo alle sue più spettacolari potenzialità. Tanto per iniziare, la nostra penisola, adagiata nella sua più classica e mite pace atmosferica, si dovrà presto svegliare sotto il fischio del vento. Il gioco turbolento delle correnti e il loro impatto sulla catena alpina innescheranno una fenomenologia alquanto complessa e diversificata. La corrente a getto, al momento ancora lanciata sull'Europa centrale, si avvicinerà minacciosamente alle Alpi piegando progressivamente da sud-ovest. Tra lunedi e martedi la ritroveremo infatti veloce sopra ai nostri cieli con la sua curvatura ciclonica e accompagnerà il transito di un fronte freddo alimentato da un vigoroso nucleo di aria artico-marittima in arrivo dalla Scandinavia. Le condizioni determinanti più favorevoli alla costruzione di nubi e precipitazioni si compiranno al momento immediatamente successivo allo scavalcamento della catena alpina. La perturbazione si spezzerà in due tronconi invorticandosi nuovamente subito dopo il superamento dell'arco alpino grazie al gioco rotatorio combinato dall'ingresso della bora sull'alto Adriatico e del libeccio sull'alto Tirreno. In alta quota il getto sorvolerà le Alpi fornendo il tiraggio necessario alle correnti ascensionali ma il contemporaneo effetto favonico da nord-ovest presente alle quote intermedie fornirà un'ulteriore elemento di contrasto che potrebbe portare alla costruzione di temporali anche nevosi lungo il ramo occluso della perturbazione. La bora scura infatti irromperà sull'alto Adriatico caricandosi ulteriormente di umidità e si dirigerà nei bassi strati da nord-est verso l'Emilia Romagna proprio mentre il foehn alpino confluirà verso la medesima zona da nord-ovest recando con sè in quota aria molto più secca. Il contrasto che ne scaturirà porterà alla rapida occlusione del sistema frontale causando la possibile formazione di una banda temporalesca nota come "dry line", ossia "linea secca" proprio in corrispondenza di questa zona di convergenza, ovvero lungo la direttrice Friuli-Appennino Ligure e Tosco-Emiliano. Su questi settori potremo dunque assistere a rovesci o temporali anche nevosi. I fiocchi, inizialmente attesi fin sui 500-600 metri, potranno scendere progressivamente nella notte su mercoledi fino a lambire la pianura sui versanti padani. Non si esclude in nottata qualche fiocco anche sulla fascia pedemontana tra Parma, Bologna e Cesena. Gli accumuli più abbondanti sono comunque attesi sui crinali spartiacque. Potranno anche verificarsi disagi alla viabilità in particolare sul tratto appenninico dell'Autosole, per le probabili bufere. La situazione richede senz'altro attenzione, vi consigliamo pertanto di rimanere costantemente aggiornati.

Autore : Luca Angelini

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