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INVERNI quasi TOTALMENTE a SECCO (senza acqua e senza neve) nel Mediterraneo entro la fine del secolo?

Queste le conclusioni dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Sotto la lente - 9 Gennaio 2007, ore 10.12

Entro la fine di questo secolo, l'aumento delle concentrazioni di gas serra in atmosfera, portera' a una marcata diminuzione delle precipitazioni invernali sull'Italia e sul Mediterraneo, causata dallo spostamento verso settentrione delle aree di bassa pressione prevalenti su tutta l'area. E' questo uno dei risultati piu' significativi dei nuovi scenari sul clima del XXI secolo appena completati dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e consegnati all'Intergovernmental panel on climate change (Ipcc), che ci andrà ovviamente a nozze; ulteriori conferme alle sue tesi catastrofiche, ai molti già note. "E' la prima volta che un gruppo di ricerca italiano partecipa all'Ipcc con scenari climatici ad alta risoluzione ottenuti per mezzo di modelli di simulazione globale", spiega il presidente Ingv Enzo Boschi. "Gli scenari da noi sviluppati- aggiunge il climatologo Antonio Navarra, dirigente di ricerca della sezione Ingv di Bologna- consistono in piu' di quattrocento anni di simulazione a partire dal periodo preindustriale preso come punto di riferimento". Il modello "e' stato sviluppato per permettere un'investigazione delle variazioni regionali del clima con una risoluzione di circa 100 km- aggiunge- che e' la piu' alta tra i modelli fin ora utilizzati dall'Ipcc". Ma ci sono anche altre anomalie rilevate dalla modellistica Ingv. I modelli "indicano un generale aumento della temperatura, piu' accentuato nelle regioni polari, in linea con i risultati degli altri modelli Ipcc- spiega Navarra- e con una riduzione marcata dei ghiacci marini". Il livello di dettaglio raggiunto dal modello "ci permette inoltre di poter studiare anche la formazione ed evoluzione dei cicloni tropicali- prosegue- ed uno studio e' in corso di preparazione". I risultati delle simulazioni realizzate dall'Ingv "sono stati consegnati alla banca dati dell'Ipcc- prosegue il ricercatore- e faranno parte del pool di simulazione che vengono usate per numerosi studi internazionali e per i rapporti dell'Ipcc". Le simulazioni sono state effettuate sui supercomputer dell'Ingv, usando il modello atmosfera-oceano-ghiaccio marino sviluppato e mantenuto dal gruppo di climatologia dinamica dell'istituto. "La metodologia e' quella tipica di un esperimento numerico ad una simulazione di controllo con parametri di gas serra pre-industriali- conclude Navarra- si sono poi accompagnate una riproduzione del XX secolo, e una serie di scenari per il XXI secolo, basati sugli scenari di gas serra elaborati dall'Ipcc".

Autore : Redazione

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