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Indici e gelo siberiano, il discorso continua

Da quasi una settimana avevamo introdotto la possibilità di un finale molto freddo di gennaio e un proseguo analogo per i primi di febbraio. Integriamo in questa sede l'analisi con gli ultimi aggiornamenti che confermano la nostra intuizione.

Sotto la lente - 30 Gennaio 2012, ore 09.14

 Tra i primi sul web, come sempre d'altronde quando c'è da tirar fuori la sostanza al netto di proclami da parata, avevamo introdotto con tutte le cautele del caso la possibilità di un passaggio di consegne tra gennaio e febbraio all'insegna del grande freddo. Tutto partiva da una serie di riscaldamenti stratosferici che, pur senza essere rientrati nella casistica degli eventi estremi, avevano comunque prodotto uno sconquasso non da poco sui cieli del Polo Nord. Il prologo lo potete trovare qui http://meteolive.leonardo.it/news/Sotto-la-lente/9/Uno-sguardo-agli-indici-ecco-perche-gennaio-potrebbe-prepararci-un-finale-molto-freddo/35936/.

Ora la situazione reale conferma e, se vogliamo, raddoppia la dose: quella del freddo prima di tutto. Il vortice polare stratosferico, indebolito dall'iniezione di calore da parte di due pulsazioni anticicloniche subtropicali ha restituito il favore alla troposfera dalla quale le due onde erano partite. Il tutto condito da una manovra torcente che ha disassato le varie pedine atmosferiche tra le quali spicca quella derivante dall'attività temporalesca tropicale.

Come previsto nell'articolo citato poc'anzi, l'indice che rappresenta tale situazione, la MJO, è giunta in fase 6, quella più propizia alla partenza della risposta anticiclonica atlantica verso la regione scandinava. Il tutto come continuazione logica delle vicende in atto tra l'oceano Pacifico e il nord America, dove il rialzo dell'indice PNA denota in concreto la partenza dell'onda. Tra l'alta atlantica e quella siberiana si formerà dunque un ponte lungo il quale scorrerà con moto retrogrado (da est ad ovest) verso l'Italia l'asse del gelo.

Una siffatta situazione, posta in essere dalla natura per riequilibrare il bilancio termico tra le medie e le alte latitudini, alterato da ben tre mesi di accumulo gelido entro il Circolo Polare Artico, necessiterà senz'altro di diverso tempo per completarsi. Pensiamo dunque che la colata gelida siberiana possa manifestarsi in pulsazioni successive tali da abbracciare almeno tutta la prima settimana di febbraio.

A seguire la circolazione emisferica prenderà un lungo respiro e inizierà da zero un'altra avventura, alla ricerca di un nuovo stato di equilibrio. Noi saremo ancora qui per farvi conoscere quali saranno le sue intenzioni e quelle di un generale inverno finalmente in grande spolvero.

 


Autore : Luca Angelini

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