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Indici a 360°, primi suggerimenti per l'inverno che verrà (prima parte)

Analizziamo la disposizione di alcuni indici capaci di influenzare le dinamiche circolatorie durante la prossima stagione invernale

Sotto la lente - 24 Ottobre 2008, ore 08.47

Inverno sì o inverno no? Questo è il problema. Dopo le scarse prestazioni dell'annata 2006-2007 e di quella 2007-2008 (quest'ultima nonostante le ottime premesse) nasce spontaneo domandarsi quali potrebbero essere le caratteristiche salienti della prossima stagione. Per stilare una analisi il più attinente possibile occorre focalizzare l'attenzione su pochi indici le cui manovre risultano ben note, senza addentrarci inutilmente in una giungla di sigle che ci porterebbe inevitabilmente fuori strada. Occhi puntati dunque su due fattori fondamentali della circolazione a grande scala: le temperature degli oceani e il vortice polare. Per quanto riguarda la prima, stringiamo subito il cerchio e andiamo a vedere la disposizione delle anomalie nelle acque del Pacifico, grande motore della circolazione mondiale. A livello equatoriale notiamo la stabilizzazione dell'ENSO su una debole fase di Nina, con acque leggermente più fredde della norma soprattutto nei settori centrali e occidentali dell'oceano. La tendenza, secondo le previsioni dei maggiori centri climatologici mondiali, è orientata verso il prosieguo di questo trend anche nella prossima stagione. Strettamente legato alle fasi dell'ENSO è l'indice multidecennale delle temperature marine a livello delle medio-alte latitudini, noto come PDO, il quale ci mostra un andamento negativo piuttosto netto. Questo risulta in contraddizione con quanto è avvenuto gli anni scorsi, quando abbiamo invece avuto a che fare con valori decisamente positivi. La piscina calda che, in linea con questa fase, giace sui settori centro-occidentali dell'oceano con le acque fredde tutt'attorno, influisce sulle scorribande delle correnti a getto determinandone le ondulazioni durante la loro corsa intorno all'emisfero. Da questo dipende a sua volta l'andamento dell'indice gemello nella nostra NAO ossia la PNA (scarto della pressione atmosferica tra le alte e le basse latitudini pacifiche) la quale, orientata a scendere in terreno negativo, favorirà la costruzione di creste d'onda anticicloniche nei pressi del comparto canadese. Su questo settore, contrariamente agli anni scorsi quando spiraleggiava potentissima una branca del vortice polare, la presenza di un anticiclone di natura dinamica potrebbe ulteriormente rafforzarsi durante l'inverno a causa anche del contributo termico dovuto al forte raffreddamento dei suoli. E qui entrerà in gioco l'ago della bilancia, ossia il vortice polare, che analizzeremo nel dettaglio nel corso dei nostri prossimi interventi.

Autore : Luca Angelini

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