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Indice AO ai minimi, chi si dovrà attendere il tempo peggiore?

Nel corso dell'inverno per altre due volte si sono raggiunti minimi analoghi e le conseguenze non si sono fatte attendere sia al nord che al sud. Analizziamo questa volta a chi toccherà spartirsi il bottino delle piogge

Sotto la lente - 8 Aprile 2008, ore 09.44

I precedenti parlano chiaro. E non c'è bisogno di andare indietro di molto per ritrovare un'indice AO (oscillazione artica, differenza di pressione al livello del mare tra le medie latitudini e quelle polari) analogo a quello che ci attenderà nel corso della settimana. Dall'inizio dell'anno un minimo profondo dell'AO si verificò i primi di gennaio e portò maltempo sulle regioni settentrionali: ricordiamo la neve a Torino e Milano. Un secondo episodio risale a metà febbraio: furono le regioni del sud e in particolare Calabria, Puglia e Sicilia a ricevere in questo caso il maltempo, con la neve che cadde anche su Bari, Foggia e Catanzaro. Un tonfo verticale dei valori dell'AO denota un evidente cedimento del vortice polare. In altre parole l'aria fredda contenuta in sede artica, e tenuta compatta dalla grande struttura circolatoria che ruota instancabilmente attorno al Polo, riesce a liberarsi dalla gabbia polare scivolando con onde sinuose orientate verso i meridiani fin sulle medie latitudini. Altri indici, come le temperature superficiali dell'oceano Atlantico e la notissima NAO (North Atlantic Oscillation, oscillazione della pressione alle diverse latitudini dell'Atlantico) concorrono a plasmare questi scambi nord-sud. Attualmente il blocco freddo partito dal grande nord si è già riversato sull'Europa occidentale, favorito da una NAO piuttosto negativa. Ricordiamo che la NAO negativa predispone alla formazione di depressioni alle medie latitudini europee, mentre la sua fase positiva vi colloca una banda anticiclonica subtropicale. L'Italia si troverà proprio lungo la linea di demarcazione tra la discesa fredda a occidente e la risalita calda nord-africana a oriente. In questo frangente saranno dunque le nostre regioni centro-settentrionali a sperimentare le conseguenze di questo vivace scambio di favori tra Polo e Tropico. Sarà infatti una settimana piovosa su queste zone. In sintesi transiteranno tre diverse perturbazioni: la prima impegnerà nella giornata di martedi parte del nord (Liguria e fascia alpina) ma principalmente le regioni centrali, una seconda si farà avanti mercoledi e sarà stavolta destinata principalmente a quelle settentrionali. Una terza dovrebbe sopraggiungere tra giovedi e venerdi distribuendo un nuovo ventaglio di precipitazioni al nord e su parte del centro. A seguire marcate condizioni di instabilità alimentate da ulteriori impulsi di aria fresca e variamente umida si potranno susseguire anche nel corso del fine settimana determinando ulteriori occasioni per rovesci sparsi, soprattutto lungo i rilievi nel nord. L'esatta traiettoria delle correnti al momento non risulta però inequivocabile il che suggerisce pertanto di sciogliere la prognosi a lungo termine solo nelle prossime ore. Un ottimo motivo per contuinuare a seguirci.

Autore : Luca Angelini

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