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Il guasto del week-end: il modello americano opta per più pioggia, quello canadese per più neve

Rimangono invece invariati gli scenari proposti dagli altri centri di calcolo con il modello canadese che tra tutti vede il miglior affondo del freddo sul Mediterraneo e una più prolungata azione del maltempo sull'Italia.

Sotto la lente - 25 Ottobre 2012, ore 10.58

 Le condizioni iniziali sono uguali per tutti, ma il lungo processo di assimilazione e i differenti algoritmi utilizzati dai vari centri di calcolo fanno la differenza tra i vari modelli. Ecco perchè ci troviamo quasi ogni giorno a comparare le ipotesi che ci propongono le varie simulazioni, oggi sopra tutti, data la delicata situazione in vista per il prossimo fine settimana.

Sul guasto del week-end ormai tutti sono d'accordo: ci sarà e sarà anche piuttosto pesante. Non tutti però vedono allo stesso modo l'ingresso dell'aria fredda sul cuore del Mediterraneo. La linea intrapresa dal modello americano ad esempio ci mostra nell'ultima corsa inizializzata con i dati delle 00 (la mezzanotte) ha visto un balzo verso nord di tutto il blocco depressionario.

In altre parole, il minimo di pressione, frutto della manovra congiunta tra un vortice atlantico in arrivo dalla Spagna e un blocco di aria fredda in arrivo dalla Scandinavia, potrebbe alla fine permettere un maggior flusso di aria fredda dalla porta del Rodano (Francia) di quanto si pensasse.

L'ipotesi (al momento probabile però al 40-45%) vedrebbe spartirsi ad armi pari i venti di Maestrale e di Bora, senza che quest'ultimo possa prevalere sull'altro, cosa invece suggerita fino alla corsa precedente. Ne risulterebbe un leggero ritardo dell'ingresso dell'aria fredda, e maggiori precipitazioni per tutti. L'arco alpino dunque potrebbe ricevere ad esempio accumuli nevosi più consistenti, ma a quote inizialmente più elevate, con successivo calo soprattutto nella notte e nella mattina di domenica.

L'Appennino secondo questa ipotesi vedrebbe anch'esso un leggero slittamento delle nevicate che, invece di comparire a quote medio-basse tra il pomeriggio e la sera di sabato, arriverebbero tra la notte e la mattina di domenica.

Restano invariati invece le posizioni della colata fredda e della progressione perturbata secondo la maggior parte degli altri modelli (55-60% di probabilità), con termiche complessivamente più basse ma meno precipitazioni lungo le Alpi ed un certo miglioramento atteso al nord entro domenica pomeriggio.

Il modello canadese ci propone tra tutti un profilo più aggressivo, con l'isoterma di -2°C che alla quota di 1400 metri potrebbe ricoprire tutto il nord tra sabato sera e tutta la giornata di domenica. Si amplierebbe così la possibilità di avere nevicate a quote basse nella giornata di domenica (probabilità 65%), che in un primo tempo sembrava esclusa a favore di un temporaneo miglioramento gia al mattino (ora sceso al 45%).


Autore : Luca Angelini

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