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Il freddo vero: in Italia entra dalla porta adriatica o da quella francese?

Golfo di Trieste e Golfo del Leone sono due tra gli ingressi prediletti dell'aria fredda che si appresta a riversarsi sull'Italia con venti rispettivamente di Maestrale o di Bora. Le differenze meteorologiche che ne derivano sono molte e determinanti.

Sotto la lente - 15 Ottobre 2013, ore 09.00

Quante volte abbiamo letto o sentito di questa o di quella irruzione di aria fredda pronta a gettarsi sull'Italia attraverso la porta del Rodano, oppure da quella della Bora? Entrambi sono corridoi preferenziali che l'aria fredda proveniente dalle latitudini settentrionali deve imboccare per far breccia sulla nostra Penisola. Naturalmente tutto fa capo all'orografia alpina la quale, ponendosi come un imponente baluardo opposto alla avanzata delle correnti, ne devìa i flussi incanalandoli in specifici corridoi naturali rappresentati essenzialmente da solchi vallivi o dalle propaggini estreme.

Solitamente, per motivi più che altro geografici, il freddo che entra dalla porta del Rodano porta con sè aria di origine marittima. Il vento tipico è il Maestrale e i fenomeni associati solitamente saltano le regioni settentrionali, specialmente quelle di nord-ovest, e puntano a centro-sud e alle Isole. Qui si possono avere anche nevicate a quote basse, segnatamente se trattasi di aria di recente estrazione artica.

Il freddo che sfonda dalla porta della Bora invece è più spesso (ma non necessariamente) di natura continentale. La prima cosa che avviene all'approssimarsi del flusso è una azione di riflessione e rimbalzo a ridosso dei versanti esteri delle Alpi orientali, cui segue un incanalamento del vento, in questo caso la Bora, verso sud o sud-ovest attraverso le valli del Carso, con uscita impetuosa sul golfo di Trieste

A seconda se si tratti di Bora chiara (a curvatura anticiclonica) o scura (a curvatura ciclonica) possono accompagnarsi o meno fenomeni. Al di là di questa distinzione, generalmente riferita alle conseguenze d'ingresso della massa d'aria fredda, i venti di Bora si accompagnano ad irruzioni polari o artiche di tipo continentale che, contro uno spessore verticale limitato, possono essere davvero gelide.

La secchezza dell'aria poi viene superata con il prelievo di umidità lungo il passaggio obbligato attraverso l'Adriatico. Nasce così la possibilità di nevicate dapprima lungo tutto il versante adriatico, anche fin sulle zone costiere, poi anche in val Padana, dove spesso va a sovrapporsi per shear un flusso più mite e umido da sud-est apportatore delle classiche estese nevicate da addolcimento.


Autore : Luca Angelini

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